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ANCORA UNA VOLTA IL DAMS DI BOLOGNA CONFERMA IL SUO RUOLO di fucina di talenti artistici e a trent’anni dalla sua nascita vanta un’altra giovane scoperta. L’ultimo talento di casa Dams si chiama Velentina Bersiga, una studentessa del IV anno dell'indirizzo cinema: è una delle vincitrici del Kodak Student Grant 2000. Il premio consiste nella dotazione di 2000 metri di pellicola per la realizzazione di un film. Valentina Bersiga, che ha recentemente vinto il premio Spazio Italia Kataweb al Festival Cinema Giovani di Torino, inizia le riprese di “Jiostra” (così si intitola il suo nuovo cortometraggio reso possibile dal premio Kodak) il 19 gennaio.
Valentina, vincere il Kodak Student Grant immagino che si una gran bella soddisfazione, soprattutto perché ti dà una opportunità concreta per poter realizzare finalmente un film, anche se hai già girato un cortometraggio. Cosa si prova nel vedere che poco alla volta i propri sogni stanno diventando realtà? Incredulità: tantissima… E speranza ancora di più, perché vorrei avere anche la possibilità di continuare a lavorare con i ragazzi della Bloody Tape, l’Associazione universitaria (non a scopo di lucro) che abbiamo istituito l’anno scorso. In questo contesto il nostro cinema si sta trasformando in qualcosa di più sperimentale, uno dei nostri progetti è quello di realizzare un nuovo concetto di linguaggio cinematografico, in cui musica, senso dell’immagine e senso del parlato confluiscono in un meccanismo che travolge i sensi dello spettatore, con una pluralità di stimoli sincronizzati. Insomma sono davvero entusiasta, perché le idee non mancano: attualmente stiamo realizzando quattro cortometraggi contemporaneamente… e la mia speranza più grande è che tutto questo non finisca. Almeno, non ora. Anche se purtroppo ci rendiamo conto che non potremo continuare per molto tempo ad autoprodurci.
Le riprese di “Jiostra”, il tuo nuovo cortometraggio reso possibile grazie ai 2000 metri di pellicola del premio Kodak, iniziano il 19 gennaio. Dove si svolgono le riprese e chi sono i protagonisti? Le riprese si svolgeranno al mattino in alcuni esterni bolognesi del centro storico e, nel pomeriggio, nel cortile posteriore e nella Sala Capriata del Dams, in via Barberia. I protagonisti sono quasi tutti ragazzi dell’Università, come Nicolò Ottimofiore (che era anche protagonista di Purpureo), Gaspare Giacalone, Francesca, Cristiano Zuccotti, Georgia Rossaro, ci saranno inoltre Valerio Pinotti, che lavora al Dams e ha già fatto altri videoclip con Dalla, Carboni e altri cantanti, Jacopo Colombo che fa la parte del bambino e Paolo Ferrari, che sarà anche aiuto regia e montatore di giostra. Sono contraria agli attori di teatro dalla dizione perfetta, credo che nel cinema debba esserci spontaneità e che ognuno debba recitare la sua vita, insomma l’ideale sarebbe far recitare persone che realmente vivono come il personaggio: è il personaggio del film che dovrebbe fondersi con quello reale.
Da chi è prodotto il cortometraggio e quant’è il budget di cui disponete? Jiostra è ancora un cortometraggio auto prodotto: solo così si può evitare di scendere a compromessi con produzioni autoritarie e vincolanti. Purtroppo però ci stiamo rendendo conto che l’auto produzione da parte di studenti universitari che non lavorano sta diventando quasi impossibile… Insomma siamo alla quasi disperata ricerca di finanziamenti o un produttore… se qualcuno fosse interessato ad aiutare giovani dinamici e di bella speranza, basta contattarci: bloodytape@hotmail.com.
Qual è lo scopo che intendi raggiungere con “Jiostra”? C’è un messaggio che vuoi lanciare con il tuo cortometraggio? Lo scopo artistico è la creazione di quel meccanismo di cui parlavo prima: un’unione di immagine, pensiero, grafismo, musica e altri tipi di stimolazione visiva e psichica. Per quanto riguarda il messaggio vorrei che ognuno traesse il suo… In generale si parla di violenza gratuita comune all’esasperazione che si trasforma in qualcos’altro, che è Jiostra.
Alcune delle riprese si svolgono in via Barberia, proprio dove c’è la sede del Dams, che quest’anno festeggia il suo trentesimo compleanno. Quanto ha influito sulle tue piccole grandi vittorie essere una studentessa del Dams? Tanto. Sebbene il Dams per statuto sia di formazione prettamente teorica, ho avuto la possibilità di conoscere persone veramente in gamba con interessi simili i miei e tanta voglia di sperimentare, come Alessio Valori, che sarà il nostro Direttore della Fotografia per la vita, Danilo Monte, montatore, operatore, regista e che più ne ha più ne metta, Andreina Lovatelli, la Segretaria di Produzione Doc, Nicolò Ottimofiore, un’artista polifunzionale, Chiara Saccò, truccatrice col cuore… e poi Christan Battiferro, Francesco D’Erminio, Cristiano Morello, Cristiano Zuccotti, Beatrice… un gruppo di persone davvero fantastiche.
Dunque, credi che il Dams sia un corso di laurea molto più teorico di tanti anni fa? Pensi che il Dams dia solo una preparazione di tipo teorico, oppure offra anche opportunità concrete di imparare un mestiere? Concretamente, la formazione che il Dams offre è decisamente teorica: un vantaggio per chi vuole impostare la sua carriera nel campo della critica o degli studi cinematografici, ma contemporaneamente un po’ limitativo per chi vuole invece spostarsi su qualcosa di più personale o sulla realizzazione vera e propria. Fortunatamente però ho incontrato docenti decisamente in gamba e aperti che sono stati determinanti in ciò che sono riuscita già a fare e che sto facendo, come il regista Giovanni Robbiano, che mi ha fatto prendere coscienza del significato della parola Set, o Antonio Costa, che guarda sempre con entusiasmo gli interessi anche sperimentali dei suoi studenti. Ma Dams per me significa anche Michela Giorgi, Valerio Pinotti, Sebastiano, Maria e tante altre persone che ci hanno aiutati nella ricerca delle attrezzature, dei permessi e dei contatti.
Francesca De Sanctis 16-01-2001
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