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INSEGNANTI E STUDENTI LO CHIAMANO “IL PADRONE del Dams”. Paolo Gandolfi ha lavorato al corso di laurea in Discipline dell’arte, della musica e dello spettacolo per 26 anni, dal ’71 al ’97, prima come bidello, poi come tecnico. Ha visto crescere il Dams di Bologna anno per anno e lui stesso ammette che “si sente un po’ studente”.
Paolo Gandolfi, che cosa ricorda del Dams del 1971? Allora era molto diverso rispetto ad oggi. Ricordo che c’erano solo 4-5 insegnanti e il primo anno accademico gli studenti erano solo un centinaio, ma già dal secondo anno gli iscritti sono diventati 600-700. Poi sono arrivati anche insegnanti moto qualificati come Tommaso Maldonato, Paolo Monti, Luigi Squarzina, Umberto Eco, Luigi Rognoni, Furio Colombo.
E i primi anni dov’era la sede del Dams? Inizialmente c’erano solo alcune aule in via Zamboni (all’attuale sede di Scienze della formazione): lì era la sede dell’Imet (Istituto musicale e teatrale, quello che ora è il Cimes). E’ proprio sull’onda di questo centro di promozione teatrale e musicale all’interno dell’Università che è nato il Dams. A partire dal ’71, comunque, il corso di laurea in Discipline dell’arte, della musica e dello spettacolo si è spostato prima in strada Maggiore 33 (palazzo Sanguineti), poi in via Guerrazzi 20, poi ancora si è distribuito tra Scienze politiche e via del Gusto, infine in via D’Azeglio (teatro “La soffitta”), in via Broccaindosso e in via Barberia, la sede attuale. Il Dams ha sempre avuto il grosso problema degli spazi, essendo un corso di laurea diverso dagli altri: i laboratori di cinema e di teatro si sono svolti sempre all’interno di antichi palazzi, che non sono certo i luoghi più adatti.
Qual era la vera novità del Dams? La cosa davvero innovativa era poter raggruppare insegnamenti diversi (arte, musica, spettacolo). Tra i corridoi del Dams insegnanti di arte parlavano con quelli di teatro e di musica, docenti di indirizzi diversi interagivano tra loro. Oltre ai tre indirizzi, poi, c’era anche il ramo di comunicazione con insegnanti del calibro di Umberto Eco e Furio Colombo.
Com’erano gli studenti di allora? Erano molto motivati, il 60% proveniva da altri corsi di laurea: erano appassionati di teatro, di cinema, di arte. La qualità degli studenti e degli insegnanti era molto alta i primi anni. In molti hanno sempre pensato che laurearsi al Dams significava “nessuno sbocco professionale”. Io credo, invece, che gli studenti Dams trovino lavoro più facilmente di altri: si sono inseriti nel mondo dello spettacolo, del teatro, del giornalismo.
Si ricorda di qualche studente in particolare? Ce ne sono molti che lavorano e che sono anche abbastanza conosciuti, per esempio il toscano Bustri, i registi Valerio Festi e Massimo Martelli, l’attore Sergio Fantoni, Milena Gambanelli.
Ha qualche ricordo particolare degli anni trascorsi al Dams? Mi ricordo della cena che fu organizzata in occasione dell’inaugurazione della libreria Feltrinelli, andammo tutti a cena al ristorante San Paolo (al suo posto ora c’è un ristorante cinese) e la signora Feltrinelli si prese una bella sbronza. E poi mi ricordo le belle rassegne che i primi anni venivano organizzate nella chiesa di Santa Lucia.
Il clima goliardico tipico dei primi anni è rimasto tale anche durante gli anni della contestazione giovanile? Negli anni ’70 gli studenti del Dams hanno occupato le aule sempre in modo civile: nel ’77 da piazza Maggiore Giuliano Scabia mandò su nel cielo mongolfiere e aquiloni. Gli slogan di allora era “fantasia al potere”.
Secondo lei sono cambiati gli studenti nel corso degli anni? Si, molto. Prima gli studenti avevano ben chiaro il motivo per cui volevano fare il Dams, oggi il corso di laurea si è un po’ inflazionato, spesso i ragazzi si iscrivono al Dams perché non sanno quale corso di laurea scegliere.
Dopo 26 anni al Dams, non le manca un po’ questo corso di laurea trentennale? Si un po’ mi manca. Mi sono divertito tanto e ho conosciuto molte persone simpatiche.
Quindi alla fine si è sentito anche lei un po’ studente? Sì, se avessi avuto la licenza di scuola media superiore mi sarei iscritto anch’io la Dams.
Francesca De Sanctis 23-01-2001
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