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IN GIAPPONE IL SECONDO LUNEDÌ DI GENNAIO È L'HAPPY MONDAY, FESTA NAZIONALE dei neo maggiorenni, di coloro cioè che compiranno 20 anni nel corso dell'anno appena iniziato. In tutto il Pease i Comuni organizzano grandi cerimonie e i giovani si vestono in modo formale: le ragazze, soprattutto, seguono la tradizione di indossare un kimono di seta estremamente sontuoso, confezionato apposta per l'occasione dai genitori. Quest'anno però la cerimonia non è andata molto bene: in diverse città gruppi di giovani hanno provocato disordini durante la celebrazione, sono fioccate denunce da parte dei Comuni e da lì una violenta polemica in tutto il Paese sul senso che oggi ha il continuare ad organizzare feste del genere a spese del contribuente... Già da qualche anno gli organizzatori comunali si lamentavano della mancanza di "compostezza" dei giovani durante la cerimonia: i ragazzi bisbigliavano tra loro tutto il tempo, parlavano col telefonino magari proprio mentre il sindaco o gli altri ospiti stavano facendo il discorso di congratulazione, ecc., ma quest'anno si è andati evidentemente ben oltre: nella città di Takamatsu, ad esempio, cinque ragazzi si sono avvicinati al palcoscenico mentre il sindaco stava facendo il discorso ed hanno fatto scoppiare dei petardi e gettato poi gli scarti verso il primo cittadino... nella stessa città altri giovani hanno aggredito un giornalista. Ad Kohci, mentre il sindaco porgeva i suoi auguri, una quindicina di giovani ha cominciato a gridare "Vai a casa! vai a casa!", battendo il ritmo con le mani, ed il sindaco, preso dalla collera, ha preso a gridare a sua volta "State zitti!", "Via di qui!". A Kagawa, poi, mentre i due rappresentanti dei neo-maggiorenni stavano facendo il loro discorso, qualcuno ha sparato con una pistola giocattolo ed i proiettili di plastica sono arrivati fino al palcoscenico, ma per fortuna nessuno si è ferito. Oltre a questi episodi eclatanti ci sono stati casi di "insubordinazione" più comuni, come bottiglie di Sake bevute apertamente durante la cerimonia o risse scatenate volontariamente. Eppure, malgrado la gravità degli episodi riportati, pare proprio che in quasi tutti i casi il motivo che ha spinto i giovani a quei comportamenti sia stato il solo desiderio infantile di attirare l'attenzione degli altri, nessuna volontà dunque di manifestare una protesta politica ad esempio, o in genere ideale. Tant'è vero che i giovani protagonisti dei primi due casi citati dopo circa una settimana sono andati dai propri sindaci a scusarsi del loro comportamento: erano sconvolti dalle pesanti critiche scatenatesi in tutto il Giappone nei loro confronti. Non ci sono stati però solo episodi negativi: nella città di Nishinomia, colpita da un terribile terremoto 6 anni fa, alcuni dei neo-maggiorenni coinvolti nell'organizzazione della cerimonia hanno voluto trasmetterla via internet per mostrare le loro immagini "da grandi" ai volontari che 6 anni fa accorsero da tutto il Paese in loro aiuto. I giovani nipponici, dunque, non sono poi tanto cambiati, e sebbene la festa di quest’anno si sia distinta per episodi tanto negativi a causa dell'atteggiamneto di alcuni di loro, la cerimonia rappresenta comunque, per tutti, uno dei momenti più significativi della vita, e non vedono l’ora di parteciparvi...
Yuki Kumagawa 26-03-2001
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