SI DICE CHE IL KEBAB SIA NATO A BERLINO E NON IN TURCHIA O IN LIBANO. Tale Hazir vent’anni fa aveva un Imbiss (che in tedesco significa chiosco), a Wedding, e si pensò di servire il kebab, ossia il piatto tradizionale di carne di montone arrosto, verdure fresche e salse di iogurt, aglio o erbe, in un panino caldo, in modo che la gente lo potesse mangiare camminando per la strada.
In relativamente poco tempo il kebab ha spopolato, spiazzato wurstel, brat wurst, curry wurst e compagnia bella, e Hazir è diventato ricchissimo (o per lo meno possiede tre ristoranti a Berlino). La variante vegetariana, le polpettine di ceci, falafel è altrettanto famosa e ha vissuto chiaramente momenti di gloria in periodo di mucca pazza.
Falafel e kebab costavano fino alla rivoluzione dell’euro solo 3,50 DM, il che significa le 3500 lire di allora, per un pranzo più che abbondante, e di gusto più o meno universale. Ora che, non si capisce perché, entrambi costano 2,5 o 3 euro, come alternativa più economica rimane la turkische pizza, sottilissima, piccante e senza formaggio, che viene arrotolata con un ripieno di insalata, pomodori, cipolla, immancabili cetrioli e salsa.
Nonostante rincari, falafel e kebab sono il take away più amato a Berlino e forse la ragione per cui i McDonald non attecchiscono così tanto. Gli imbiss sono turchi, arabi o libanesi, non sono organizzati in catene e i migliori si trovano naturalmente nel quartiere turco di Kreuzberg, dove stanno ad ogni angolo di strada. Spesso sono aperti la notte, hanno frequentatori di tutti i tipi e le età e sono uno spettacolo per la gente diversa che si trova assieme a mangiare.
Anna Bressanin 29-03-2002