GLI STUDENTI UNIVERSITARI TEDESCHI LAVORANO PERIODICAMENTE quasi tutti, ma non in pizzerie o pub, datori di lavoro di tanta intellighenzia italiana. Ad assumerli sono piuttosto aziende o enti, con contratto di tirocinio per mansioni inerenti al corso di studi. Questo non vale solo per futuri ingegneri o architetti, ma anche per studenti di scienze politiche e lettere, impiegati ad esempio presso il Bundestag o in redazioni di radio, giornali, riviste online e quant'altro.
Un periodo minimo di stage è in alcuni casi condizione del rilascio del diploma universitario, per le materie umanistiche è invece semplicemente d'uso, per acquisire esperienze e per dare sostanza al curriculum.
Gli stage durano dai tre ai sei mesi, sono in genere pagati, con media 300 Euro mensili, anche se ne esistono sia di qualificanti e non pagati, che di "ricchi" con mensilità fino a 1300 EURO.
La procedura è simile a quella per cercare lavoro, il che costituisce una buona ginnastica burocratica: si comincia da consigli di amici e conoscenti, annunci su giornali e in rete, o si contattano direttamente le aziende. Si spediscono allora lettere e curricula, nella cui stesura secondo l'opinione dei più bisogna riuscire entusiasti dinamici, ma affidabili, avere decennali esperienze alle spalle, ma accontentarsi di stipendio da stagista, e lasciar trasparire il tutto non solo dalle parole ma dal layout stesso di cv e lettera, dalla foto ecc. A volte viene richiesto anche un portfolio, la raccolta di lavori o pubblicazioni (quali?). In ogni caso si riceve una risposta, se positiva si viene invitati al Colloquio, caffè, tè e domande difficili: "quali sono i tuoi obiettivi professionali esattamente? Che cosa ti aspetti da questo stage in particolare? Rispondici in base alle tue, crediamo numerose, esperienze lavorative: come pensi di poterci essere utile?"
Suona tutto molto stressante e difficile, e trovare un buon posto da praticante lo è, tanto è qualificata e ricca di esperienze la media degli studenti berlinesi. Le possibilità e le offerte sono però molte e se non si tratta del posto dei sogni, comunque non si finisce mai a servire pizze.
Alla fine del periodo di praticantato si riceve un certificato, che viene valutato nelle ricerche successive, si impara quasi sempre qualcosa, nel peggiore dei casi si capisce cosa non si vuole assolutamente fare, e a volte il praticantato si trasforma in lavoro stabile.
Studenti stranieri sono anche ben accetti e a facilitare le cose ci sono i sovvenzionamenti del programma EU Leonardo, che offrono borse di tre, sei e nove mesi che si sommano allo stipendio del praticantato.
www.praktika.de
www.unicum.de
www.jobonline.de
Anna Bressanin 19-03-2002