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APERTA DAL 2 SETTEMBRE E IN PROGRAMMA FINO AL 5 MAGGIO, RACCOGLIE favori di pubblico e critica "Going Forth by Day", l'esposizione di Video Art di Bill Viola al Museo Guggenheim di Berlino. Bill Viola è un classico della video-installazione. Ha studiato alla Syracuse University di New York, dove assieme a Nam June Paik e David Tutor si è dedicato nei primi anni settanta alla sperimentazione di electronics art e sound art. Tra le varie esposizioni, in Italia ha partecipato quale rappresentante del padiglione USA alla Biennale dell'Arte di Venezia nel 1995, per l'edizione a tema "Identità' e alterità". L'esposizione attuale è, così come la presenta l'artista, "un ciclo di immagini digitale in cinque parti, che esplora i temi dell'esistenza umana: individualità, società, morte e rinascita". Sulle quattro pareti della sala rettangolare i cinque video, senza cornici o schermi, vengono proiettati o meglio affrescati sincronicamente per la durata di circa trentacinque minuti: " The fire Birth", "The Path", "The Diluge", "The Voyage" e "The First Light". Simultaneità e circolaritá dei cinque filmati raccontano la "storia" dell'esistenza umana, sono di comprensione immediata e tuttavia si sottraggono agli schemi narrativi usuali del prima e del poi. I visitatori dell'esposizione stanno al centro della sala e sono liberi di seguire uno qualsiasi dei video che scorrono contemporaneamente. La lentezza permette di non perdere alcun passaggio fondamentale e non forza la comprensione, anche le sorprese hanno il peso di eventi e non costituiscono tuttavia strappi o colpi. Temi sono nascita, vita, morte e rinascita, il che ben si presta a riflessioni su ciclicità, inconsistenza del tempo, relatività di passato e futuro, eterni ritorni, insomma e attimi eterni. Quasi un racconto epico, la parete del diluvio é di notevole impatto: la facciata di un palazzo cittadino immobile, tensione dei passanti che cresce fino all'esplosione delle acque dalle finestre a inondare la strada.

Troppo religioso? Viola è un mistico, sicuramente, ma anche un esistenzialista, e la decostruzione della struttura temporale lo pone più che altro nella posizione di un postmoderno che usa linguaggi biblici e si serve di citazioni rinascimentali (la Cappella degli Scrovegni di Giotto) e di una simbolica ricca e diretta. L'effetto in complesso rasserenante e meditativo dell'esposizione dipende forse anche dal fatto che in ciascuno dei video protagonista è la natura, sulla quale gli attori umani scorrono. "The Path" proietta la vita come un nastro di persone diverse, la cui attività ha l'aspetto di ineluttabile, costante e quasi monotona, un'azione unica: postmoderno o no, Bill Viola non crede nella successione temporale lineare e nella possibilità di azione e di incisività dell'individuo, ma nella natura comune dell'uomo. La leggibilità dell'opera è forse il suo pregio maggiore, e assieme all'impatto emotivo il suo potere comunicativo raggiunge tutti i presenti. Godibile è la qualità high tech delle immagini, brillanti e nitidissime, la bellezza estetica dei paesaggi incanta, tanto che è piuttosto bello e fa parte dell'installazione lo spostarsi fisico quasi unisono degli spettatori nella sala e l'onda degli sguardi. link: http://www.billviola.com/index.htm
http://www.deutsche-guggenheim-berlin.de/18/english/ausstellung/
Anna Bressanin 19-03-2002
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