CHRISTOPHER STREET DAY Č LA FESTA CHE RICORDA IL 27 GIUGNO 1969 A NEW YORK, QUANDO LA scena omosessuale, e soprattutto le sue minoranze nero-ispaniche, ha reagito ad una retata della polizia, opponendosi per la prima volta pubblicamente alla violenza e discriminazione statale.
A Berlino il Christopher Street Day, CSD, si festeggia in due parti, come spesso per questi eventi: con la parata ufficiale nella city e una alternativa nel quartiere turco di Kreuzberg.
La manifestazione principale, dal Kudamm, attraverso la Porta di Brandeburgo fino alla Colonna della Vittoria č una carovana di 7 chilometri, con 80 carri e conta quasi mezzo milione di persone. Il primo dei carri vede a bordo Claudia Roth dei verdi e Wolfgang Thierse, il presidente del Bundestag, SPD.
Tiene un discorso anche il sindaco di Berlino Wowereit, che su questi temi si é giá esposto in tempo di campagna elettorale: “io sono gay, e va bene cosí” (ich bin schwul und das ist gut so), frase che a suo tempo ha fatto rumore.
Ma Chou Chou de Briquette, protagonista della scena-omo e coordinatore del primo Csd berlinese critica sul quotidiano Taz i discorsi ottimisti e soddisfatti dei “padri” della legge sul matrimonio omosessuale: “Il matrimonio omo č un passo indietro dal punto di vista dell’emancipazione, rafforza le strutture patriarcali, invece di colpirle.” E alla manifestazione ufficiale troppa pubblicitá e poco impegno vero, un’ azione commerciale. Piú piacevole e sincera invece col sole, i tre carri e la musica, la manifestazione di Kreuzberg, che dimostra “non per l’integrazione, ma per il cambiamento delle relazioni sociali”.
Tanto piú che sabato la festa piú spontanea, rumorosa e euforica, a detta di Chou Chou, e di chiunque sia stato per le strade, č quella dei Turchi, che da venerdí festeggiano l’entrata in semifinale per i mondiali e che hanno girato con auto e bandiere, ballato e suonato fortissimo clacson e autoradio (e per una finale Germania-Turchia ci si aspetta a Kreuzberg una rivoluzione).
Anna Bressanin 24-06-2002