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APRE A REGGIO EMILIA LA GRANDE MOSTRA SU ALESSANDRO TIARINI
147 opere per documentare la grande stagione della pittura a Reggio nel XVII secolo (Reggio Emilia, 24/03-16/06/2002)
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Un'opera di Tiarini trucco!

REGGIO EMILIA DEDICA AD ALESSANDRO TIARINI (BOLOGNA 1577-1668), UN IMPORTANTE PITTORE AI TEMPI della Controriforma, la mostra ALESSANDRO TIARINI. La grande stagione della pittura del Seicento a Reggio Emilia, che offre - dal 24 marzo al 16 giugno - un panorama sull'intenso clima artistico della città nel XVII secolo per il quale fu considerata una delle capitali artistiche dell'Emilia.
   L'evento, promosso dalla Provincia e dal Comune di Reggio Emilia, dalla Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico e Demoetnoantropologico di Modena e Reggio e dalla Fondazione Pietro Manodori di Reggio Emilia in collaborazione con l'Ufficio per i Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi di Reggio e Guastalla, presenta, insieme a 60 dipinti e 20 disegni di Tiarini, dipinti di artisti del suo tempo, come Annibale e Ludovico Carracci, Palma il Giovane, Leonello Spada, Guercino, Luca Ferrari, che provengono da importanti musei italiani (tra gli altri, Uffizi di Firenze; Galleria Borghese; Galleria Doria Pamphilj; Gallerie Nazionali di Palazzo Barberini e di Palazzo Corsini; Pinacoteca Capitolina; Collegio di Propaganda Fide di Roma; Pinacoteca Nazionale di Bologna; Galleria Estense e Museo Civico di Modena; Museo Civico di Piacenza; Galleria Fontanesi di Reggio Emilia) e stranieri (Musée du Louvre di Parigi; Palais des Beaux Arts di Lille; Musée di Beauvais; Musée des Beaux Arts di Bordeaux; Musée Fabre di Montpellier; Musée des Beaux Arts di Rouen; Musée des Augustins di Toulouse; Kunsthalle di Brema; Staatsgalerie di Stoccarda; Walker Art Galleries di Liverpool), da chiese e da collezioni private in Italia e all'estero.
   Tra il 1619 e il 1629 uno dei principali pittori bolognesi del Seicento, Alessandro Tiarini, soggiorna a Reggio quasi ininterrottamente per realizzare affreschi nel grande santuario della Madonna della Ghiara e assolvere a commissioni di dipinti d'altare per i principali templi della città.
   Le 80 opere (dipinti e disegni) di Tiarini in mostra, documentano la sua produzione sacra e quella di destinazione collezionistica nella quale spiccano i soggetti di ispirazione letteraria, e consentono di ricostruire il percorso figurativo dell'artista, di seguirne l'apprendistato nella bottega di Lavinia e di Prospero Fontana ed infine di Bartolomeo Cesi, coglierne l'adesione alla pittura riformata dei toscani al tempo della frequentazione fiorentina della bottega di Domenico Cresti detto il Passignano, osservarne l'acclimatamento al rientro a Bologna e l'inserimento nell'ambiente dominato da Ludovico Carracci e infine registrare la lenta, inarrestabile affermazione in un contesto sempre più vasto, che tocca altri centri dell'Italia settentrionale e centrale, da Cremona e Piacenza a Senigallia, grazie sia all'invio di dipinti, sia all'infaticabile attività di decoratore.
   Attraverso il recupero della personalità di questo artista, e per effetto della centralità del suo soggiorno reggiano, la mostra pone al centro dell'attenzione il momento culminante della storia artistica di Reggio Emilia, nei decenni che si distendono dagli anni Ottanta del Cinquecento alla metà del Seicento. Si tratta di un periodo di speciale fermento artistico incentivato da una solida prosperità economica che trasforma la città in autentica capitale artistica del ducato, specie nei primi tre decenni del Seicento, quando le nuove mire papali hanno segnato la "devoluzione" di Ferrara allo Stato della Chiesa (1598) e Modena non ha ancora avviato quelle iniziative in campo edilizio e architettonico che la caratterizzeranno negli anni del ducato di Francesco I quale autentica sede di rappresentanza del potere politico-amministrativo e degna residenza della corte.
   La mostra, curata da Daniele Benati e Angelo Mazza con la collaborazione di un comitato scientifico composto da Jadranka Bentini, Maurizio Festanti, Mons. Tiziano Ghirelli, Stéphane Loire, Elio Monducci, Antonio Paolucci, Sandro Parmiggiani, Filippo Trevisani, offre anche un ampio panorama delle vicende artistiche della città attraverso l'esposizione di altri sessanta dipinti, opere di Camillo Procaccini e Bartolomeo Cesi, Annibale e Ludovico Carracci, Leonello Spada e Carlo Bononi, Guercino e Guido Reni, Palma il Giovane e Paolo Piazza, Badalocchi e Luca Ferrari, che legano in un unico percorso le sedi dell'esposizione (Palazzo Magnani e Chiostri di San Domenico) e i luoghi eminenti della cultura secentesca reggiana: la basilica di San Prospero, il duomo, la chiesa di San Giovanni Evangelista e soprattutto il santuario della Ghiara. San Giovanni Evangelista e la Ghiara, inoltre, fanno parte degli itinerari cittadini organizzati per l'occasione.
Il catalogo è pubblicato da Federico Motta Editore.

   Particolare attenzione è rivolta all'attività didattica con proposte mirate e differenziate per le scuole: da quelle dell'infanzia a quelle elementari, medie e superiori. Tra le iniziative, la distribuzione agli studenti più giovani di un "gioco dell'oca" con immagini dei dipinti esposti e di palazzi e chiese della città, appositamente disegnato da Nani Tedeschi. La mostra è resa possibile grazie al contributo di Bipop-Carire, Associazione Industriali di Reggio Emilia, Privata Leasing, Interpump Group, Assicurazioni Generali, CCPL, Piccin Trasporti d'Arte e Tecton.

ALESSANDRO TIARINI
La grande stagione della pittura del Seicento a Reggio Emilia
Reggio Emilia, Palazzo Magnani e Chiostri di San Domenico
24 marzo - 16 giugno 2002
Biglietti: intero euro 7; ridotto euro 5; scuole euro 3
Orari: da martedì a venerdì 9.00 - 13.00; 14.30 - 18.30
sabato e domenica orario continuato 10.00 - 19.00
Chiuso il lunedì
Sito web: www.palazzomagnani.it
Catalogo Federico Motta Editore: euro 37 in mostra; euro 47 in libreria
à Biglietto d'ingresso + catalogo euro 38

La mostra rimarrà aperta il 31 marzo (Pasqua), il 1° aprile (Lunedì dell'Angelo), il 25 aprile ed il 1° maggio, con orario continuato 10.00 - 19.00.

Per informazioni e prenotazioni:
Tel. 0522454437 - 0522459415

Nota Stampa  27-03-2002

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