“ECONOMIA DEL TEMPO” NON RIGUARDA LA CRISI CHE ATTUALMENTE PREOCCUPA LA BORSA americana, ma è il titolo del nuovo allestimento di Astrid Wege e Hans-Christian Dany per l’Udk, l’Accademia delle Arti di Berlino.
Un precedente ispiratore, citato dai curatori, è la performance di David Hammons che nel 1983 vendeva palle di neve nella Cooper Square di New York: immagine della ”caduta inflazionaria del valore dei beni d’arte” e contemporaneamente della sua possibile impennata per l’isteria del momento: bisognerà comprare le palle prima che si sciolgano!
I ventisette artisti, gruppi e collettivi invitati da Wege e Dany risolvono la dialettica tra tempo, economia e arte su diversi piani, dal più dichiaratamente politico, quale la ricerca sulla ricostruzione di Berlino di Katja Eydel o la striscia di 39 “immagini di sciopero” fotografata da Jean-Luc Moulene, a riflessioni più private: il brasiliano Edson Barrus intreccia ogni giorno un rosario dei sigilli di monopolio fiscale che stacca dalle scatole di sigarette, documentando dieci anni di fumo per l’economia dello stato.
Christian Philipp Mueller raccoglie in una vetrina le cioccolate-souvenir, con confezione Gaudì o le tavolette di cioccolata Goethe, a ironizzare sul capitale culturale.
Economia del tempo, economia dell’arte, arte nel tempo, quante le combinazioni possibili? La mostra ne esplora alcune, spesso ironicamente, tra arte, attualità e politica, con lavori che comunicano idee e perplessità e non sono un silenzio d’arte, ma stimoli alla discussione.
Anna Bressanin 23-07-2002