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Sulla strada i giovani italiani sono pericolosi per sé e per gli altri stando all’indagine “I giovani e l'ambiente stradale” realizzata dal Censis e pubblicata all’inizio di dicembre; in particolare chi usa il cinquantino rappresenta un pericolo per sé e per gli altri e nelle città italiane quasi sei giovani su dieci girano in motorino, che in Italia è diventato in assoluto il mezzo motorizzato più utilizzato.
Promossi, rimandati e bocciati In realtà, a differenza di quanto riportato allarmisticamente da molti, non tutti i giovani motorizzati sono pericolosi, ma una discreta parte (almeno un terzo) non dimostra una buona conoscenza delle regole della strada; secondo l’indagine si possono individuare tre categorie fra gli studenti alla guida intervistati: sessanta ragazzi su cento sono prudenti nella guida e sensibili alle norme di sicurezza e vengono promossi; trenta su cento dimostrano scarsa esperienza nella guida e un rispetto incostante delle regole, guidando il ciclomotore con comportamenti spesso inadeguati e vengono rimandati; uno su cento costituisce un vero e proprio pericolo per sé e per gli altri, perché ha una insufficiente conoscenza del Codice e attua comportamenti decisamente imprudenti. L’ultima categoria, quella dei bocciati, è di circa 31000 ragazzi. Non pochi se si considera come questi siano pericolosi per se stessi e per le altre persone.
Ma perché i giovani sono così a rischio? Fra i fattori più rilevanti vanno segnalati: il grande numero di rischi corsi a causa di comportamenti inadeguati nell'ambiente stradale (attraversare con il rosso, non indossare il casco); le distorsioni nella percezione del rischio, cioè la scarsa capacità di interpretare le situazioni critiche, di percepire le probabilità di un incidente e di valutare il pericolo a causa di un'eccessiva fiducia in se stessi (il 50,1% non valuta correttamente le condizioni soggettive avverse, alterazioni dello stato psico-fisico); la trasgressione delle norme del Codice della strada (il 24,9% non comprende/interpreta correttamente il Codice); la limitata capacità di gestire eventi complessi dipendente dalla scarsa esperienza; la bassa sensibilità agli standard di sicurezza (due giovani su dieci sognano potenza e velocità, piuttosto che sicurezza e affidabilità, quando pensano alla loro automobile ideale).
Di chi è la colpa? L'analisi compiuta getta luce sul grande bisogno di attività di informazione/formazione e di sensibilizzazione dei giovani italiani all'educazione stradale. Tuttavia dai dati rilevati emerge come, a parte pochi casi, finora la scuola non ha potuto fornire ai giovani tra i 13 e i 19 anni modelli di comportamento adeguati e riferimenti certi in tema di sicurezza stradale. Sono gli stessi ragazzi a lamentarsi delle carenze dell’offerta scolastica sui temi dell’educazione stradale (obbligatoria per legge dal 1992): la grande maggioranza del campione (il 69,5%) dichiara che nella propria scuola non è stata programmata nessuna lezione di educazione alla sicurezza stradale; l'11,9%lamentano l'inadeguatezza del corso di formazione frequentato; solo il 18,6% degli studenti delle scuole secondarie superiori italiane manifesta piena soddisfazione. Non abbiamo trovato nulla sulle responsabilità delle famiglie e dei famigliari che comunque costituiscono il primo agente di socializzazione dell’ambiente stradale.
Fonti. L’indagine è stata realizzata dal Censis nell'ambito della seconda annualità del programma "Una nuova cultura della sicurezza stradale" in collaborazione con la casa editrice Le Monnier, il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Link e risorse sul web.
- Sul sito del Censis è possibile leggere il comunicato stampa e le sintesi dell’indagine
- Sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità è possibile leggere i risultati della ricerca “L'influenza dei fattori socio-culturali sui comportamenti di guida dei giovani. Una ricerca svolta nelle scuole italiane.”
- La sezione di Stradanove dedicata alla Sicurezza Stradale
- La sezione di Stradanove dedicata ad Alcol e Guida
- Il sito Gitas a cura della provincia di Modena
Biagio Oppi 23-12-2003
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