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CHE L’ACQUA SIA UN ELEMENTO NATURALE INDISPENSABILE ALLA VITA, NON SFUGGE ORMAI a nessuno. A differenza d’altri beni di primaria importanza, come il petrolio, il rame o il grano, l’acqua non è sostituibile nella maggior parte dei suoi impieghi e non è economicamente conveniente il suo trasporto a distanze superiori a qualche centinaio di chilometri. A causa soprattutto della crescita della popolazione mondiale, la disponibilità di acqua potabile per persona sta diminuendo. Il World Water Development Report dell’UNESCO del 2003 indicava chiaramente che nei prossimi vent’anni la quantità d’acqua disponibile per ogni persona diminuirà del 30%. Una previsione drammatica, numeri terribili che si aggiungono ai dati che già oggi rendono il problema acqua un’emergenza da non sottovalutare. Secondo recenti stime, il 40% della popolazione mondiale, infatti, non può permettersi il lusso dell’acqua dolce per una minima igiene. Oltre 2,2 milioni di persone sono morte nel 2000 per malattie causata dall’acqua inquinata. Nel 2004 l’organizzazione di carità britannica “WaterAid” ha calcolato che un bambino muore ogni 15 secondi per via di malattie contratte dall’acqua facilmente prevenibili. La situazione del Camerun è una delle più disperate: solo il 23% delle famiglie, su 16 milioni di abitanti, ha accesso all’acqua potabile. E le stesse risorse idriche sono esposte a inquinamento. Oltretutto l’acqua rimane una risorsa strategica per molti paesi anche a livello politico. Tante nazioni sono state coinvolte in una lunga successione di conflitti, armati e politici, per l’usufrutto d’acqua, per l’accesso alla stessa e tensioni governano alcuni rapporti diplomatici proprio per il controllo sulla riserva. Il problema acqua è stato per altro affrontato all’Earth Summit di Rio de Janeiro già nel 1992, un incontro che portò, tra le altre cose, all’istituzione del giorno internazionale dell’acqua. Negli ultimi anni i governi di molti paesi hanno programmato di distribuire l’acqua ai bisognosi gratuitamente. Altri hanno sostenuto che il meccanismo del mercato e della libera iniziativa privata fosse di gran lunga più adeguato alla gestione di questa preziosa risorsa e al finanziamento per dei pozzi o cisterne e dighe. Ma… che cosa si potrebbe fare per risolvere questa situazione? I paesi dovrebbero tentare di aumentare la produzione e migliorare la distribuzione. Noi invece potremmo equilibrare l’uso dell’acqua, ad esempio innaffiando le piante del proprio terrazzo tramite l'acqua già utilizzata per lavare la frutta e la verdura, raccogliendo l’acqua piovana incanalata dalla grondaia verso il proprio giardino o in cisterne di raccolta,facendo periodici controlli sullo stato dell'impianto idrico di casa e in generale sprecando meno acqua. Come dice Vasco Rossi nel suo ultimo singolo “Basta Poco” per contribuire a migliorare l’attuale situazione.
Pandolfo Giulia, Giurdanella Isabella, Gamberini Eleonora, Gelli Marica
la redazione 25-05-2007
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