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CHI SONO OGGI I VERI POVERI? NON PIÙ SOLTANTO I BARBONI, I MENDICANTI, I CLANDESTINI. Oggi i nuovi poveri vivono vicino a noi. Vivono con noi. Possono essere i vicini di casa, i compagni di banco, il passante che ci attraversa la strada. Le famiglie normali, quelle del ceto medio, si stanno impoverendo perché molti hanno uno stipendio inferiore ai mille euro. Secondo una recente idagine, infatti, il 21 % degli intervistati ha un salario che non basta per vivere. Anche i giovani sono costretti a rimanere in famiglia da adulti. Lo stipendio il più delle volte non basta per coprire anche le spese più elementari, e per questo gran parte dei lavoratori deve fare un doppio lavoro. Le percentuali di questa povertà non si differenziano fra nord e sud. Un esempio di nuovi poveri viene dato da Padre Giorgio Poletti, missionario comboniano, che denuncia come agli immigrati vengano offerti soltanto i lavori peggiori, mentre i caporalati, cioè coloro che vivono alle loro spalle, si arricchiscono con la loro fatica. Secondo Padre Giorgio, l’Italia si interessa agli immigrati solo per ragioni economiche, perché sono sottopagati e si accontentano di poco. Ma i maltrattamenti creeranno nell’immigrato un senso di vendetta che in futuro potrebbe uscire. Anche se in Italia un terzo dei denunciati è straniero, secondo il Viminale ”questo dato non denota uno specifico nesso tra nazionalità straniera del soggetto e propensione al compimento ad atti criminosi”. La situazione italiana sembra avvicinarsi sempre più a quella dell’Uruguay, dove i nuovi poveri sono essenzialmente gli operai; nel 2002 il tasso di disoccupazione era al 30%, soprattutto tra i giovani al di sotto dei 26 anni, mentre nel 2003 è sceso al 16%. Comunque in termini sociali la situazione è allarmante, e i nuovi poveri, ovvero gli operai, non trovano più una collocazione nel mondo lavorativo. Così nasce l’emigrazione, causata appunto da disagi economici, sociali e territoriali (un’altra motivazione può essere la bassissima preparazione scolastica). È dunque questa una delle cause che porterà allo sviluppo dei nuovi poveri. Noi crediamo che l’impoverimento delle famiglie sia un problema che si è aggravato negli anni. E che non bisogna sottovalutare.
Baccolini Carlotta, Merciari Eleonora, Fortuzzi Paolo, Ghedini Gianluca, Leonardi Lorenzo, Vignoli Davide
La Redazione 30-05-2007
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