Cinema

CyberNews

Fumetti

Graffiti

Libri

Musica

Teatro

VIPs
 |
 |
Varie migliaia di donne e ragazze dei paesi dell'Est e dell'ex Urss sono vittime della prostituzione forzata nell'Unione Europea. Il fenomeno, apparso dopo la caduta della cortina di ferro, si è notevolmente sviluppato negli ultimi tempi a causa dell'impoverimento della popolazione di questi paesi. La città belga di Anversa è lo snodo di questo traffico, denunciato da tempo dall'Oim (Organizzazione internazionale per le migrazioni). Nel dicembre 1998 sembrava che la Commissione europea avesse preso coscienza delle dimensioni del problema e volesse suonare il campanello d'allarme. Ma a tutt'oggi gli sforzi dei Quindici per aiutare i paesi dell'Est a lottare contro questo flagello sono molto limitati.
Nel quartiere "caldo" di Anversa, D si espone in vetrina per prostituirsi. La ragazza, albanese, colpisce i poliziotti per il suo aspetto infantile. L'età indicata sul suo passaporto falso è di diciannove anni. La giovane, accompagnata a un centro diagnostico, viene radiografata da capo a piedi. Il responso del medico: quindici anni al massimo. All'inizio dichiara agli agenti di trovarsi volontariamente in quel luogo; ma poco dopo crolla. I suoi avevano un disperato bisogno di denaro, e il convivente della madre le aveva proposto di andare a lavorare in Olanda dove "avrebbe potuto guadagnare molti soldi", come lui le aveva spiegato. E' stata venduta ai trafficanti, e si trova ad Anversa da tre settimane. Non aveva mai avuto rapporti sessuali quando ha incontrato il primo cliente. Traumatizzata, confessa di voler tornare a casa, e su richiesta della polizia accetta di presentare denuncia. Le autorità belghe avviano la pratica per farla tornare dalla madre in Albania; al rimpatrio provvede l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). In quindici giorni, la polizia ha sottratto alla rete della mafia parecchie giovani albanesi. "E da un anno ormai che i trafficanti albanesi fanno venire interi contingenti di ragazze giovanissime come D", testimonia Véronique Grossi, responsabile dell'associazione olandese Payoke. Anversa è divenuta una delle principali destinazioni della tratta delle donne provenienti dall'Est. Delle 1.500 prostitute che circolano nelle strade o si espongono nelle vetrine della città, la maggioranza proviene dall'Africa o dai paesi dell'Est. "Le nuove venute sono per lo più sorvegliate in permanenza da una guardia del corpo, e costrette a consegnare l'incasso al trafficante dal quale dipendono", precisa Véronique Grossi. L'inferno oltre la frontiera La politica liberale praticata sia dal Belgio che dall'Olanda in materia di prossenetismo è stata largamente sfruttata dai trafficanti dell'Est. Il Belgio, allarmato dalle dimensioni del fenomeno, ha varato nel 1995 una nuova legge che apre una breccia nell'impunità dei responsabili. Un provvedimento analogo è stato adottato in Olanda da ormai due anni. Oggi, in questi due paesi le vittime che denunciano i trafficanti sono tutelate e ottengono un permesso di soggiorno, che in un secondo tempo può essere concesso a tempo indeterminato. Grazie a questa legge, ad Anversa 57 giovani donne provenienti dai paesi dell'Est e dall'Africa hanno potuto denunciare i loro sfruttatori. IN EMILIA ROMAGNA Il fenomeno della prostituzione e della tratta di donne a scopo di sfruttamento sessuale ha avuto anche nella regione Emilia-Romagna una evoluzione simile a quella di molti territori italiani: una progressiva presenza in strada, fino a divenire quasi totalizzante, di donne straniere (con le nigeriane, le albanesi, le moldave e le ucraine quali gruppi prevalenti) molte delle quali vittime di sfruttamento sessuale; una residuale persistenza in strada di prostitute italiane, parte delle quali tossicodipendenti; una forte evoluzione della prostituzione "invisibile" praticata sempre più in appartamenti e in club privè, night club, saune e centri massaggi; una notevole accentuazione del conflitto sociale nei quartieri e nei territori dove permane una forte prostituzione di strada. Tale fenomeno ha determinato anche in Emilia-Romagna situazioni di disagio diversificato (insicurezza sociale percepita dalle comunità locali, problema della salute pubblica, storie di violenza e traffico di donne immigrate clandestine con la necessità di inserirle in programmi di protezione sociale). Fonte Art. 1 "BULGARIA ITALIA" Fonte Art. 2 "Emilia Romagna Sociale"
Nota Stampa 08-06-2007
|
 |
 |