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DAL 1996 IL MERCATO EUROPEO HA APERTO LE PORTE ALLA SOIA ROUNDUP READY (SRR), prodotta in USA dalla multinazionale Monsanto e manipolata geneticamente per essere resistente a dosi doppie di un erbicida, il Roundup Ready, prodotto dalla stessa multinazionale. Tutta la vegetazione muore, la soia RR no.
Dopo la soia è stato diffuso anche il mais geneticamente manipolato. Prodotto dalla multinazionale svizzera Novartis, il mais Bt ( così è chiamato ) è manipolato in modo da essere resistente alla piralide, suo principale parassita.
Soia RR e Mais Bt sono presenti nei nostri supermercati o come farina e prodotti interi o all'interno dei prodotti confezionati sotto forma di derivati ( olio di soia, olio di mais, amido modificato di mais, sciroppo di mais, mono e digliceridi degli acidi grassi, destrosio, lecitina ( E322)). Oggi però la normativa europea non prevede che sulle etichette si specifichi, nel caso dei derivati, se sono ottenuti da soia RR o mais Bt.
In pratica il consumatore può mangiare a sua insaputa soia o mais transgenici.
Nonostante ciò le catene alimentari Esselunga e Coop. e alcune aziende alimentari si sono impegnate a non utilizzare nei loro prodotti gli OGM.
Fin dal primo momento l'associazione ambientalista Greenpeace si è opposta alla commercializzazione di alimenti manipolati geneticamente.
Secondo Greenpeace i rischi superano di troppo i vantaggi.
Cambiamenti anche minimi del corredo genetico di un organismo possono causare notevoli conseguenze su altri geni e, potenzialmente possono produrre effetti significativi, ad esempio producendo nuove tossine o causando reazioni allergiche inattese.
Secondo Greenpeace e scienziati come il Prof. Arpad Pusztai oggi noi non sappiamo cosa possa succedere mangiando gli OGM.
Dieci settimane è stata la durata delle sperimentazioni condotte dalle multinazionali produttrici degli OGM.
Troppe breve secondo il parere di Greenpeace.
Troppo breve anche per il Prof. Arpad Pusztai che ritiene insufficiente il principio di "sostanziale equivalenza", sostenuto dalle multinazionali, secondo cui i cambiamenti genetici sarebbero talmente lievi da rendere gli OGM sostanzialmente equivalenti agli altri prodotti.
Il Prof. Arpad Pusztai ritiene che gli OGM siano da trattare come farmaci di cui si rilevino le conseguenze sull'organismo nei tempi lunghi e nelle successive generazioni. Quindi sperimentazioni molto lunghe, anche fino a vent'anni.
Uno dei principali rischi quindi è che non si conoscono gli effetti degli OGM sull'uomo e sull'ambiente nel lungo periodo. A questo pericolo sono legati tutti gli altri, come la "contaminazione" di coltivazioni non GM che porterebbe a una situazione di irreversibilità o l'impatto sull'ambiente e gli altri ecosistemi.
Il mais Bt è già causa di un danno ecologico: da uno studio della Cornell University emerge che il 44% delle larve di farfalla Monaca che ingeriscono polline di mais Bt muoiono entro le 48 ore
Si temono conseguenze gravi per il Mais GM, utilizzato ampiamente per l'alimentazione animale. Esso contiene un gene che conferisce la resistenza agli antibiotici. Il rischio è che la resistenza agli antibiotici si trasmetta a batteri patogeni, rendendo inutilizzabili quegli specifici antibiotici.
Inoltre il mais Bt mette a rischio le coltivazioni biologiche. Questo produce continuamente il proprio insetticide che deriva da un batterio del sottosuolo. Lo stesso batterio è utilizzato, in maniera diversa, dall'agricoltura biologica. Il problema è che stanno venendo fuori insetti resistenti al batterio, rendendolo così inutile come insetticida.
D'altra parte le multinazionali che producono OGM, in primis Monsanto e Novartis, sostengono che le biotecnologie garantiscono maggior produttività, una necessità per una popolazione mondiale in continua crescita e per la soluzione del problema della fame nel terzo mondo, miglior qualità del prodotto e riduzione nell'uso di pesticidi.
Negli USA gli OGM sono diffusamente coltivati e commercializzati, così come in Argentina, Canada e Cina.
Oltre a soia e mais transgenici qui si producono Colza ( in Canada ), Cotone Bt ( in USA ), pomodoro Flavr Savr ( un pomodoro che non marcisce), barbabietola da zucchero RR ( resistente all'erbicida Roundup Ready ), Patata resistente ai virus e una patata più compatta.
Dai dati diffusi da Nomisma risulta che quasi il 70% della superficie mondiale è coltivata con piante transgeniche. In USA, nel 1998, il 33% della superficie coltivata a mais è stata di tipo GM.
In Europa, Francia e Spagna commercializzano il mais Bt dal 1998 e in Spagna già 20mila ettari di mais sono coltivati con prodotto geneticamente modificato.
In Italia sono in atto coltivazioni sperimentali: 206 prove sperimentali in campo di Ogm nel periodo 1990-97, pari al 12% del totale comunitario. Di queste il 25% è realizzato da soggetti pubblici, la parte restante è condotta da imprese a capitale estero.
Allo stato attuale delle conoscenze il dibattito è aperto. E' ancora possibile che gli OGM siano una soluzione alle necessità alimentari mondiali.
Il consumatore però deve avere la possibilità di poter scegliere se essere o meno la cavia di questo grande esperimento, deve poter sapere con chiarezza cosa sta mangiando.
Roberta Russo 28 ottobre 1999
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