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I PORNOGUSTI SONO VARI COME I DESIDERI DEI CLIENTI e così, pudicamente
seminascoste nella vostra edicola di fiducia, ecco aprirsi ampie praterie di
pubblicazioni incellofanate e sempre più specializzate nei filoni principali
dell'erotismo: un "hard" generico, il cui esponente più celebre è
sicuramente "Le Ore", il sado-maso di "SM", rivista in vendita a 12mila
lire, o di "Pagine sadomaso", per citare due delle decine di esempi
possibili nel mondo cartaceo delle porno-dominatrici genere "raffinata
padrona incontrerebbe schiavo ubbidiente". Poi c'è il settore "fetish",
sulle passioni per calze di nylon, tacchi alti, stivaloni, uniformi militari
e via sottomettendo, dove le variazioni conducono ai sottogeneri del
"bondage" ("servitù", a base di corde) del "barefoot bondage" (un
sottogenere del sottogenere dedicato alle donne legate, ma a piedi nudi), e
del "bizarre" (letteralmente: "strano"), a sua volta imparentato col s-m e,
va da sé, col fetish.
Fra le tante riviste spicca la francese "Dresseuse",
raro esempio di culto della punizione dove il fascino per fruste e catene
non trascende le regole di un perverso buon gusto. In Italia, in edicola,
per avere qualche assaggio di questo erotismo bisogna rivolgersi ai fumetti
erotici di "Selen", che ospita autori come Franco Saudelli e Giovanna
Casotto (il primo ha ripetutamente ritratto la seconda debitamente legata,
scalza e in pose ad alto erotismo) e di "Blue", per cui lavorano il modenese
Denni Lugli e il vignolese Roberto Baldazzini.
I legami col porno di queste
pubblicazioni sono labili almeno quanto le distinzioni fra erotismo e
pornografia, dunque proseguiamo nella rassegna dei giornali vietati ai 18 e
incontriamo un ramo ancora fiorente di un'industria che ha i problemi suoi,
al pari dell'editoria "per tutti": il sesso casalingo di "Autoscatto",
"Fermoposta", "Cercami", dove l'esibizionismo si accoppia con la ricerca del
partner tramite annuncio, continua a tirare più di altre pubblicazioni
hard. Omosessuali e trans sono i protagonisti di riviste come "Transex", in
vendita a 12mila lire, mentre la crescente multimedialità si incarna nei
cd-rom tipo "Hot Pc" e "Italian Hard", a sole 9.900 lire.
Infine uno sguardo
alle riviste che occupano una zona di confine fra il porno vero e qualcosa
che al porno strizza pesantemente l'occhio: aprite "Cronaca verità", 4.000
lire, "mensile di cronaca e attualità consigliato a un pubblico adulto",
oppure "Cronaca proibita", e troverete un'estetica alla Tinto Brass, solo un
po' più spiccia e ruspante, con le pose lascive di casalinghe in
giarrettiere. Idem per i più viscidi "Tivù Tabù" e "Tele Tutto", destinati a
un pubblico di giovanissimi, che insieme ai programmi televisivi presentano
ragazze nude cui manca giusto un vibratore in mano, per dare un'idea delle
pose e delle espressioni delle modelle. Intanto segnaliamo la scomparsa di
pornazzi dichiarati come "Caballero" e, tornando al fumetto, di una lunga
serie di giornaletti come "Lando", "Jacula", "Jolanda de Almaviva" (che era
disegnato da Manara). Fra i sopravvissuti un vero "hard comix", l'allusivo e
sconcio "Cappuccetto rotto".
Franco Giubilei 4 novembre 1999
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