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COMPRARE UN GIORNALE PORNO CONTINUA A ESSERE UN GESTO IMBARAZZANTE, un
movimento frettoloso scandito da frasi mozze che normalmente calano di tono
verso la fine, quando si fa il nome della rivista hard. I clienti di questo
prodotto calano sulle edicole verso sera, o di mattina presto, quando c'è
meno gente. Se, come nel nostro caso, l'edicolante gestisce il chiosco
insieme alla moglie, si informano sui tempi e arrivano invariabilmente
quando dietro gli scaffali c'è solo il maschio, altrimenti cambiano edicola.
In realtà l'imbarazzo non vale per tutti, il nostro giornalaio dice che i
disinvolti non mancano, chiedono "Supersex", pagano e se ne vanno via
tranquilli. Altri invece elencano una serie di riviste e, sperando di essere
notati solo dall'edicolante, infilano l'ultimo numero di "Spermula" fra
"L'Espresso" e "Focus" domandando un "quant'è" che vorrebbe essere neutro,
ma trasuda un soffocato senso di colpa. C'è anche chi prega gentilmente di
mettere il porno in un sacchetto, possibilmente non trasparente, e chi i
giornali a luci rosse li ruba, giusto per evitare l'imbarazzo di un dialogo
col giornalaio sul tema: l'uscita dell'ultimo "Superviziose". L'identikit
del patito del porno è difficile: il giornalaio giura che i suoi clienti
abituali non sono gli stessi che poi, al calar della notte, vengono a
comprare quel tipo di cose: "Sono clienti di passaggio, nessuno che io
conosca". Prendiamo per buona la spiegazione dell'edicolante, ma restiamo
col dubbio sull'identità del consumatore di materiale a luci rosse. Il
giornalaio riferisce che l'età va dai diciotto ai settant'anni, con generica
prevalenza dei giovani e delle persone fra i 55 e i 70, e che la stragrande
maggioranza è fatta di maschi ("in un anno sono venute solo due donne, erano
sui 30-35 anni, forse slave, o polacche"). L'interrogativo sull'estrazione
sociale dei pornoconsumatori invece rimane: professionisti? Pensionati?
Studenti? Disoccupati? Semplici sporcaccioni? Impossibile saperlo, dato che
ognuno di loro si rivolge rigorosamente alle edicole lontane da quella di
casa, e che nessuno li conosce.
Franco Giubilei 4 novembre 1999
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