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SONO 3 MILIONI 400 MILA I MOTORINI IN CIRCOLAZIONE IN ITALIA; una sciocchezza se si pensa agli oltre 30 milioni di automobili che costituiscono il parco auto nazionale.
Molto basso anche l'utilizzo delle 2 ruote per gli spostamenti casa-lavoro/studio: solo il 2,16% di chi si muove preferisce non utilizzare altri mezzi (pubblici o privati).
Molto diverso invece il dato relativo agli incidenti: dei 2856 verificatisi nel 1995, ben 581 hanno visto il coinvolgimento di un ciclomotore (il dato è relativo alla provincia di Modena).
La situazione appare poi in tutta la sua gravità se si analizza il numero degli incidenti verificatisi in provincia negli ultimi anni: si va dai 499 del 91 ai 690 del 96, con un trend decisamente analogo a quello del numero dei feriti: dai 523 del 91 ai 743 del 96.
Difficile dire quali siano le cause principali, sicuramente ai primissimi posti sarebbe da collocare l'imprudenza o il mancato rispetto di norme, spesso anche elementari, del codice della strada.
Non è un caso infatti se da un po di tempo a questa parte sta aumentando il numero di scuole che tengono corsi di educazione stradale, ma oltre ad insegnare ai ragazzi le norme del codice, sarebbe forse opportuno tentare di far nascere una cultura diversa dei mezzi di trasporto. E' un classico ormai che gli spot pubblicitari di scooter e ciclomotori esaltino, analogamente a quanto avviene per le automobili, le prestazioni e la potenza di questi mezzi.
"Non sono poche le volte che soccorriamo ragazzini che hanno avuto incidenti a bordo di scooter" racconta Matteo, 22 anni volontario della Croce Blu "spesso la causa è un sorpasso azzardato o comunque la velocità eccessiva anche nei centri abitati. Il problema è che molti credono di avere tra le mani un mezzo con cui farci ciò che si vuole, sempre e comunque controllabile. Poi magari si accorgono troppo tardi che non è proprio così".
dati: fonte ISTAT
Claudio Riso e Giovanni Merico 04 giugno 1998
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