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GINA PANE - OPERE 1968-1990
Dal 30 ottobre al 17 gennaio Reggio Emilia ospiterà la prima grande mostra antologica dedicata a Gina pane, una delle figure fondamentali dell'arte concettuale mondiale

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Reggio Emilia trucco! A Reggio Emilia ai Chiostri di S. Domenico si terrà dal 30 ottobre al 17 gennaio la prima grande mostra antologica dedicata a Gina Pane, una delle figure fondamentali dell'arte concettuale mondiale ed una delle donne che per prime si sono imposte nell'arte contemporanea.
   L'opera di Gina Pane (1939-1990) è conosciuta in tutto il mondo, e la mostra di Reggio Emilia, che costituisce un evento eccezionale, a marzo sarà probabilmente trasferita a Vienna. Fra due anni poi il Centre Georges Pompidou Beaubourg di Parigi (all'interno del quale la Pane gestiva il laboratorio di performance) dedicherà all'insolita artista un'altra grande esposizione.
Gina Pane trucco!    Ma ecco alcune notizie sulla sua vita: la Pane iniziò l'attività artistica come scultrice, producendo opere in ferro prossime ai temi della Minimal Art americana.
   Già alla fine degli anni settanta cominciò ad occuparsi di operazioni artistiche dirette all'ambiente, al recupero concettuale di una operatività non legata alla attività museale o di galleria. Parallelamente alla Land art americana e alle tematiche dell'Arte povera, la Pane recuperò il lento lavoro dei campi con installazioni come Stripe rake (1969), e iniziò la sua difesa della natura con la serie Terre protégèe (1968).
   Questo mutamento la portò a condurre un'indagine personale sui reali bisogni dell'uomo, sui suoi costituenti fondamentali, sul suo rapporto con la terra. Per la Pane l'artista è colui che vegliava sull'umanità, colui che con la propria veggenza riesce ad avvertire il pericolo di un allontanamento dell'uomo dai suoi bisogni essenziali.
   Con la serie del 1970 di Azioni sentimentali, con i tagli e i ferimenti su se stessa, la Pane riconsidera in qualche modo il ruolo dell'artista nella società, accettandone il sacrificio. Non propone al pubblico alcuna azione di violenza - poiché rifiuta ogni forma teatrale di esibizione - ma lascia minuziosi disegni delle sue azioni.
Gina Pane trucco!    Nell'ultima installazione, la Preghiera dei poveri e il Corpo dei Santi (1988-1990) la Pane ha sintetizzato gli attributi del martirio (i metalli differenti), la simbologia delle casacche dei santi (i colori), ed ognuno dei vetri (esposti a Reggio) che custodiscono i corpi, reca inciso un verso della Preghiera dei poveri: le vetrine della grande installazione custodiscono corpi simbolici, che nessuna morte potrà mai aggredire.
   Con la presentazione dell'opera di questa insolita artista di origine piemontese e conosciuta in tutto il mondo, l'esposizione di Reggio Emilia si prospetta essere come una delle mostre più interessanti sul territorio nazionale.

Sandra Campanini  1 ottobre 1998

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