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Cristoforo Munari e la natura morta
Suggestiva la mostra allestita nella splendida cornice di Palazzo Magnani a Reggio Emilia
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natura morta di Munari trucco! REGGIO EMILIA DOPO QUASI 300 ANNI rende omaggio ad un suo figlio illustre: al pittore Cristoforo Munari. "Cristoforo Munari (1667-1729). Un maestro della natura morta" è il titolo della suggestiva mostra allestita nella splendida cornice di Palazzo Magnani.
   romossa dalla Provincia di Reggio, dalla Fondazione Manodori e dalla Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Modena e Reggio; questa mostra coincide anche con il debutto dell'arte antica a Palazzo Magnani.
Sono passati 530 giorni da quando si è inaugurata, nel settembre '97 con l'esposizione dedicata a Braque, l'attività espositiva di questo splendido palazzo. Da allora circa 30.000 visitatori hanno varcato la soglia di Palazzo Magnani. Credo che questo sia un risultato più che soddisfacente.
   Con queste parole Sandro Parmiggiani, curatore delle attività espositive di Palazzo Magnani, ha accolto i giornalisti dei principali organi di stampa nazionali che hanno partecipato, ieri mattina, alla conferenza stampa.
   Roberto Ruini, Presidente della Provincia, ha dichiarato che con questa iniziativa vengono riportate "a casa" cinquantadue opere di Cristoforo Munari che può essere considerato a tutti gli effetti, uno dei più grandi pittori di natura morta italiana fra Sei e Settecento.
   A fare gli onori di casa anche Luisa Ferrari, Assessore alla Cultura della Provincia, Dario Caselli, Presidente della Fondazione Manodori e Jadranka Bentini, della Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici, che hanno sottolineato l'importanza del riuscito connubio tra imprese private, enti pubblici e sponsor, che ha reso possibile l'organizzazione e il sostegno di questo importante evento.
   I due curatori nonché autori degli interessanti saggi contenuti nel prezioso catalogo, Francesca Baldassari e Daniele Benati, hanno in seguito illustrato ai presenti l'itinerario della mostra che inizia con un Autoritratto del pittore (proveniente dagli Uffizi) che si consegna ai posteri con uno sguardo penetrante, velato di tristezza, con quegli occhi un po' sporgenti che sembrano adusi a scrutare il mondo, a catturarne ogni dettaglio, ogni brivido di luce.
natura morta di Munari trucco!    Formatosi in Emilia, Cristoforo Munari, qui, realizzò le eleganti composizioni con strumenti musicali e le cosiddette "cucine rustiche" dove, accanto agli utensili, al pane, alla selvaggina morta e alle verdure, compaiono alcuni dei prodotti tipici della zona, dalle "punte" di formaggio parmigiano-reggiano ai salumi.
   Alla fine del Seicento l'artista si trasferì a Roma chiamato dai cardinali e dalle nobili famiglie gravitanti intorno al Papato. In questo periodo iniziarono ad apparire nei suoi dipinti, sempre più raffinati e ricchi nella composizione, le ciotole e le brocche di porcellana cinese.
   Successivamente, tra il 1706 e il 1715, Munari si trasferì nella Firenze "degli Ultimi Medici" dove si cimentò con i nuovi motivi compositivi - i trofei e i trompe-l'oeil - oltre a riprendere le "tele da salotto" e i vecchi temi legati alle cucine. Nel 1720 Munari morì a Pisa.
   La prima mostra dedicata al pittore e alla natura morta emiliana, venne organizzata nelle Scuderie di Palazzo Pigorini a Parma circa trentacinque anni.
   L'esposizione di Palazzo Magnani, che rimarrà aperta al pubblico fino al 13 giugno, intende ripercorrere - secondo Francesca Baldassari - e aggiornare quella tappa esemplare volta a stabilire il valore dell'opera dell'artista in relazione al suo ambiente, alla luce dei progressi compiuti negli studi della natura morta.
La presenza in mostra - continua la Baldassari - di ottanta opere, inclusi cinquanta dipinti fondamentali di Cristoforo, provenienti da collezioni private e da musei di tutto il mondo, offre un'occasione unica per verificarne direttamente il ruolo originale del protagonista in affascinante dialettica con i colleghi.
   Colorista vivace, Munari si segnala per il gusto, razionale e raffinato, che esprime nella distribuzione spaziale del suo repertorio; le sue composizioni, tuttavia, mai sono del tutto "bloccate", ma sempre percorse da un fremito di vita e di "moderna" inquietudine.
   Di sicuro effetto sono il gusto e l'attenzione dell'artista per il rapporto tra luce e consistenza fisica degli oggetti, che rifulgono scintillanti davanti ai nostri occhi.

natura morta di Baschnis trucco! Cristoforo Munari (1667-1720). Un maestro della natura morta
In mostra troverete 80 opere: 52 dipinti di Munari e 28 tele di artisti significativi per la formazione e lo sviluppo del suo stile o che a lui hanno proficuamente guardato.
Tra i più noti suoi contemporanei: Evaristo Baschenis, Pier Francesco Cittadini, Christian Berentz e Felice Boselli.
Orari di visita: da martedi a venerdi ore 9-18
sabato e domenica ore 10-19
lunedi chiuso
Biglietti: intero £. 12.000
ridotto £. 8.000
scuole £. 4.000 (è previsto anche un servizio di visite guidate su prenotazione)
Prenotazioni e informazioni: tel. 0522-454437; fax 0522-452349
Catalogo: contiene saggi introduttivi e schede dei due curatori della mostra, Francesca Baldassari e Daniele Benati. Pagine: 208. Illustrazioni: 85 a colori e 30 in bianco e nero. Prezzo: £.80.000 (£.60.000 in mostra). Federico Motta editore.
Club di Prodotto: associazione di commercianti che ha concordato in occasione della mostra dedicata a Munari, una serie di attività promozionali dei prodotti tipici locali e una serie di facilitazioni per i visitatori della mostra.

Sandra Campanini  18 marzo 1999

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