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ESSENZIALE PER DARE CERTEZZE SULL'ARGOMENTO è il disegno di legge sull'inquinamento elettromagnetico.
Il testo base adottato dalla commissione fissa innanzitutto le finalità del provvedimento legislativo: tutela della salute dei lavoratori, delle lavoratrici e della popolazione dall'esposizione a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, nonchè la tutela dell'ambiente e del paesaggio.
In particolare la legge viene applicata a elletrodotti, stazioni radiobase per telefonia mobile, radar e impianti fissi per l'emittenza radiotelevisiva.
L'articolo 3 sottolinea una serie di definizioni tecniche fra cui è importante segnalare il "valore di attenzione", il valore cioè che non deve essere superato e che costituisce la misura di cautela ai fini della protezione da possibili effetti a lungo termine.
L'introduzione del valore di attenzione, la determinazione dei limiti di esposizione e le modalità per la riduzione delle emissioni spettano allo Stato, che ha anche il compito di istituire un catasto delle sorgenti fisse, di determinare i piani di risanamento, di fissare i limiti di esposizione per gli ambienti esterni e per i luoghi di lavoro.
Spettano invece a Regioni ed Enti locali: l'adozione di un piano di localizzazione dell'emittenza radiotelevisiva, la definizione dei tracciati degli elettrodotti con tensione non superiore a 150 KV, il rilascio delle autorizzazioni per gli impianti, l'istituzione di un catasto locale.
La legge fissa poi le modalità per l'avvio di un piano di risanamento da completarsi entro 15 anni dall'entrata in vigore della legge e affidato agli esercenti degli elettrodotti che si relazioneranno con le Regioni, per impianti non superiori ai 150 KV, o con lo Stato per quelli di potenza superiore.
Le funzioni di controllo sul territorio vengono affidate dalla legge alle Agenzie regionali per la protezione dell'ambiente.
Fabio Ceppelli 25 febbraio 1999
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