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SPECIFICHE DISPOSIZIONI ED OPINIONI RIGUARDO l'esposizione a campi elettromagnetici sono state adottate dal comitato scientifico direttivo della Commissione europea.
La Commissione ha chiesto al Comitato scientifico di fornire un'opinione sui possibili effetti derivanti dall'esposizione a campi elettromagnetici (da 0 Hz a 300 GHz).
Il Comitato scientifico direttivo ha adottato nella seduta plenaria del 25-26 giugno 1998 le seguenti conclusioni:
Per quanto riguarda l'esposizione non termica a campi elettromagnetici, la letteratura a disposizione non fornisce prove sufficenti per concludere che si manifestino effetti a lungo termine come conseguenza di tale esposizione. Pertanto, al momento attuale, non si possono formulare raccomandazioni su base scientifica per i limiti di esposizione riguardanti effetti non termici a lungo termine. Le indagini in corso nell'ambito del programma dell'Organizzazione mondiale della Sanità, unitamente alle ricerche previste nell'ambito del quinto programma quadro dell'Unione Europea, elaborato nel rapporto dell'Unione europea sulla salute pubblica: radiazioni non ionizzanti, potranno fornire una base scientifica appropriata per un miglioramento delle valutazioni.
Il Comitato scientifico si é inoltre pronunciato per quanto riguarda la valutazione di effetti termici acuti dovuti a campi elettromagnetici stabilendo che:
Il parere della Commissione Internazionale sulla Protezione delle Radiazioni non Ionizzanti (ICNIRP) fornisce la base appropriata per lo sviluppo di limiti di esposizione nei confronti di questo rischio.
I campi elettromagnetici considerati coprono l'intervallo di frequenze comprese fra 0 Hz e 300 GHz.
Vi sono molti dispositivi che emettono campi elettromagnetici. Alcuni di loro (linee elettriche, sistemi radio e apparecchiature domestiche) cotribuiscono in parte al fondo elettromagnetico variabile (smog). Altri, coperte elettriche, cellulari, terminali video, rappresentano sorgenti localizzate.
Fabio Ceppelli 25 febbraio 1999
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