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IL COMUNE DI BOLOGNA HA DECISO DI REGOLARIZZARE la proliferazione di antenne sui tetti della città. Tante sono le proteste dei comitati di cittadini allarmati dai pericoli derivanti dall'esposizione ai campi elettromagnetici (anche se ancora non vi è parere unanime della comunità scientifica sui danni alla salute).
Per rispondere a queste preoccupazioni il Comune si sta muovendo su due fronti: da un lato sta avviando un piano regolatore dei ripetitori, dall'altro una nuova procedura per il controllo degli impianti.
In città ci sono 93 ripetitori per telefonini, destinati a diventare 107 con l'entrata in funzione del terzo gestore (Wind) dai primi di marzo.
Ecco la mappa degli impianti: 31 di Telecom-Tim, 27 di Omnitel e 35 di Wind (che però ne installerà altri 14).
Il Comune, inoltre, attiverà uno sportello unico (che farà capo agli uffici del controllo edilizio) per evitare la dispersione di competenze. I gestori, d'ora in poi, dovranno essere muniti sia di preventivi pareri favorevoli di Arpa (Agenzia regionale prevenzione ambiente) e Ausl, sia di misurazioni del campo elettromagnetico già presente nella zona in cui si vuole collocare l'impianto.
Al momento i controlli hanno riscontrato solo una situazione fuori norma ma, nonostante ciò, le proteste dei cittadini non cessano. I comitati (con le Rappresentanze sindacali di base dell'Ateneo bolognese che minacciano di ricorrere al TAR per l'installazione di 5 antenne in diversi edifici universitari) denunciano che le misurazioni vengono effettuate solo quando si chiede l'intervento esplicito dell'Arpa. Il Codacons di Bologna, durante un recente incontro con i comitati contro l'elettrosmog, ha deciso di chiedere al Comune una moratoria per fermare l'installazione di nuovi impianti di telefonia cellulare e per sospendere quelli già funzionanti. Nel documento si chiede il blocco delle antenne, almeno fino a quando non verrà approvata la legge quadro nazionale in discussione in questi giorni alla Camera.
Sabrina Camonchia 25 febbraio 1999
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