Cinema

CyberNews

Dura Lex

Fumetti

Graffiti

Libri

Musica

Teatro

VIPs
 |
 |
IL DECRETO MINISTERIALE DEL 10 SETTEMBRE 1998 (il n.381, entrato in vigore il 3 gennaio scorso) fissa i limiti di esposizione dei cittadini ai campi elettromagnetici di antenne per la telefonia cellulare e per l'emittenza radiotelevisiva: un tetto massimo di 20 volt per metro in ambienti esterni e di 6 in corrispondenza di abitazioni, asili, scuole e ospedali.
Il decreto assegna inoltre alle regioni "la disciplina, l'installazione e la modifica degli impianti" al fine di garantire il rispetto dei limiti. Le amministrazioni regionali devono monitorare il territorio per censire le situazioni pericolose, mentre i costi di bonifica sono a carico dei titolari degli impianti.
La legge regionale con cui dare attuazione al decreto ministeriale dovrebbe essere pronta prima dell'estate.
L'Agenzia regionale prevenzione e ambiente (Arpa) dell'Emilia-Romagna ha organizzato nei giorni scorsi un convegno per discutere di campi elettromagnetici e dei pericoli connessi alla loro esposizione.
Dal convegno è emerso che il 64% degli impianti di radiotelecomunicazione sono collocati in aree urbane: su un totale di 450 pareri preventivi dello scorso anno, il maggior numero è stato effettuato a Bologna (50 su sistemi radio-base) e Modena (97 su impianti radio-tv). Per i cellulari, l'incremento maggiore è stato registrato a Reggio Emilia (da 12 pareri del '97 a 42 del '98) e, per le radio-tv a Modena (da 5 a 97).
Le proteste lanciate dai comitati di cittadini hanno fatto incrementare le richieste di valutazione preventive dei campi elettromagnetici per l'installazione dei ripetitori: quelle per la telefonia mobile sono pari al 60%, passando dai 164 del '97 ai 275 del '98, mentre quelle per i sistemi radio-tv sono aumentati del 28%, passando da 37 a 131.
Sabrina Camonchia 25 febbraio 1999
|
 |
|