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NON C'È NESSUN PERICOLO ELETTROMAGNETICO nei terminali e nei personal computer che da dieci anni a questa parte hanno invaso uffici e abitazioni.
Non per quanto se ne sa, considerato che l'ingresso del computer nella vita di noi italiani è recente, dunque non si può escludere che i problemi vengano a galla col tempo. Attualmente però un contatore che venisse avvicinato a un centimetro dal monitor non capterebbe alcunché, come spiega il dottor Davide Ferrari, medico del lavoro del servizio prevenzione sicurezza degli ambienti di lavoro dell'Azienda Usl di Modena. Si tratta dell'organo che vigila sull'applicazione della famosa legge 626, che al titolo 6° regola le norme di sicurezza relative all'uso di attrezzature munite di videoterminali.
Assodato che non ci dobbiamo preoccupare dei campi elettromagnetici, restano conseguenze di altro genere di cui tener conto:
Finora non sono state riscontrate patologie permanenti in seguito all'utilizzo anche prolungato dei terminali, si verificano invece altri inconvenienti - dice il dottor Ferrari - I tipi di disturbi sono tre: oculo-visivi, muscolo-scheletrici, da stress. Le cause sono l'affaticamento della vista, le posture sbagliate e, come si è scoperto di recente, l'uso della tastiera e del mouse.
L'allegato alla legge 626 del '94 si è preoccupato di stabilire due misure, di ordine tecnico-organizzativo e di genere sanitario:
Sotto il primo profilo si rimanda alle norme di buona tecnica come il contrasto appropriato della luce o l'evitare i riflessi e gli abbagliamenti. Le misure sanitarie invece si riferiscono ai lavoratori addetti al video per più di quattro ore consecutive giornaliere: questi soggetti hanno l'obbligo di compiere una pausa di almeno 15 minuti ogni due ore di lavoro al terminale.
Le conseguenze dell'eccessiva permanenza davanti al video sono state oggetto di alcune indagini conoscitive:
In certe situazioni è stata rilevata la prevalenza di soggetti con disturbi quali l'astenopia, cioè l'affaticamento della vista, ma niente che non si risolvesse con il riposo. A tutt'oggi non ci sono esempi di danni permanenti.
Controlli estesi da parte dell'autorità sanitaria finora non ce ne sono stati, ma la Regione sta per partire con un piano di monitoraggio sull'osservanza della legge 626.
Franco Giubilei 25 febbraio 1999
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