STIAMO DIVENTANDO UN POPOLO DI GRASSONI E, per tutta reazione, invece di scegliere le cure giuste ci abbandoniamo al fai-da-te e ai farmaci alla moda.
Negli Stati Uniti l'obesità è il nemico pubblico numero uno, ma anche in Italia sta dilagando: un italiano su tre è sovrappeso e gli obesi veri e propri sono il 10%.
Modena, a causa del micidiale carico di grassi della sua cucina, supera la media nazionale con una percentuale di obesi fra il 12 e il 14% della popolazione.
Circa un anno fa fu creato al Policlinico il Centro di nutrizione clinica e malattie metaboliche, un'esperienza pilota che si avvale del contributo di diverse discipline, dalla psichiatria all'endocrinologia.
Oggi il dottor Graziano Del Rio, endocrinologo e ricercatore del Centro, lancia l'allarme sui pericoli delle cure veloci, affidate unicamente ai farmaci:
Sono stati i medici di medicina generale, in occasione di uno degli incontri periodici che abbiamo con loro, a segnalarci il problema dei medicinali. I pazienti corrono a procurarseli a San Marino dimenticando che l'efficacia di questi farmaci è sempre legata alla dieta, e che se il paziente li assume senza seguire la dieta può avere dei danni all'organismo, oltre a non ottenere i benefici previsti.
Dopo la sbornia del Viagra la nuova febbre del farmaco si chiama Xenical, l'ultimo ritrovato della Roche contro l'obesità:
Riduce l'assorbimento dei grassi da parte dell'intestino - spiega il medico - C'è una grossa aspettativa per questo medicinale e per il Reductil, per ora in commercio solo negli Usa, che agisce invece come anoressizzante, limitando l'appetito. Qui al Centro stiamo sperimentando il Reductil su un gruppo selezionato di 20 pazienti. Faremo la stessa cosa anche con lo Xenical.
Curare l'obesità è un'operazione che richiede molta pazienza, e che va affiancata indissolubilmente a una dieta. Ma quando i chili in eccesso diventano un segnale di obesità? C'è un indice, il Bmi, che si ricava dalla divisione fra il peso in chilogrammi e l'altezza in metri al quadrato: se il rapporto è superiore a 30 l'obesità è conclamata. Il peso della persona, in questi casi, è maggiore del 20% rispetto al peso ideale.
Le conseguenze possono essere gravissime: in un obeso il rischio di infarto aumenta del 40-50%, le probabilità di ammalarsi di diabete raddoppiano e il rischio della morte improvvisa per aritmie gravi è di tre volte più alto.
Il Centro del Policlinico, che ogni anno visita 1.500 pazienti (il 70% dei quali sono donne), sta per inviare a tutti i medici di base una lettera in cui li informa circa i limiti e le indicazioni dei farmaci in via di sperimentazione:
I medici di medicina generale vanno coinvolti di più, bisogna che il calcolo del Bmi diventi un controllo di routine, com'è stato per il controllo della pressione.
Franco Giubilei 25 marzo 1999