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DAL PUNTO DI VISTA FISICO I RISCHI legati alle diverse tipologie di ballo sono pochi.
Se si impara a ballare al fianco di insegnanti qualificati allora i rischi relativi a problemi di tipo fisico si riducono al minimo - spiega Carole Watson, insegnante alla scuola di danza classica e moderna del centro sportivo Città di Cesena, affiliata all'Imperial Society of Teachers of Dancing di Londra.
Il ballo, nelle sue diverse discipline, - aggiunge Carole - è infatti un'attività armoniosa dove ciascuno può lavorare seguendo i propri ritmi.
Dal punto di vista psicologico invece, quali sono i pericoli a cui potrebbero andare incontro i giovani che hanno fatto del ballo la propria filosofia di vita?
Il ballo è un'attività volta alla formazione interiore, che aiuta i ragazzi a sviluppare un buon equilibrio psico-fisico. Certo la società di oggi attribuisce una notevole importanza all'immagine e all'aspetto esteriore. E anche chi fa danza spesso si trova a voler inseguire una perfetta forma fisica.
Quindi magari i ballerini professionisti e non potrebbero incorrere in problemi come l'anoressia o bulimia?
Non credo che questi siano problemi legati esclusivamente alla danza. Forse è più giusto dire che sono la conseguenza dell'intero contesto sociale in cui viviamo. L'anoressia e la bulimia spesso hanno origine altrove e sono solo lo specchio di problemi più gravi, magari legati a delle precise difficoltà familiari. Comunque, anche in questo caso, per quel che riguarda la danza, l'insegnante ha un ruolo di rilievo.
A mio parere è possibile aiutare i propri allievi a mantenersi in forma, serenamente. È importante nel mio lavoro non limitarsi ad insegnare dei passi di danza e trasmettere le cose in un certo modo. Bisogna parlare con i ragazzi e instaurare con loro un rapporto di amicizia.
Francesca Molari 22 ottobre 1998
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