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Intervista Melania Molfesi
Coreografa di Miss Italia

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Melania trucco! TANTI BALLETTI, movimenti coreografici e con 100 ragazze non è per niente facile ma lei, Melania Molfesi, coreografa di Miss Italia da sei anni, ce l'ha sempre fatta, naturalmente con l'aiuto del suo staff... eccezionale!

Ciao Melania, come sei diventata coreografa?
   Ho fatto la ballerina per vent'anni in televisione lavorando tantissimo con Heather Parisi, partecipando a tante edizioni di Fantastico, sono stata assistente coreografa a Buona Domenica e piano piano ho iniziato a fare dei movimenti coreografici e alla fine, sei anni fa, mi hanno chiamata a Miss Italia e sono così diventata coreografa della trasmissione. Sono una libera professionista.

Quando hai capito di voler intraprendere questa carriera?
   Io già a cinque anni volevo diventare ballerina, ho insistito tantissimo finchè sono riuscita, a sei anni, a studiare danza. Ho iniziato a studiare danza classica, sono poi andata a Canne per perfezionarmi ma qui ho scoperto che mi piaceva di più il moderno, il jazz e… ho continuato su questa linea. In seguito ho fatto un po' di teatro, ho recitato, ballato e verso i diciotto anni ho conosciuto Franco Miseria che mi ha voluto subito nei suoi programmi e così abbiamo lavorato insieme per circa sedici anni.

Le prime fasi del tuo lavoro a Salsomaggiore?
   Mi occupo per primo delle trenta ragazze che sfilano per Miss Italia nel Mondo, poi seguo tutte e cento le ragazze della finale di Miss Italia, balletti, movimenti coreografi, sfilate, presentazioni. Le Miss arrivano il primo giorno a Salso verso la sera, e già qui iniziamo a conoscerci. Le facciamo sedere tutte quante e ci presentiamo, ridiamo, scherziamo e…: Ragazze sarò io a farvi ballare! Io e naturalmente tutti i mie collaboratori, sono cinque e tutti bravissimi, senza di loro non potrei fare un balletto con cento persone in un giorno e mezzo. I loro nomi guardando la foto sono da sinistra: Michela, Roberta, poi io Melania, Stefania e Marco. Dopo la prima presentazione, il giorno dopo ci vediamo in sala prove ed ognuno di noi prende un gruppo di ragazze e insegna loro quello che devono fare e poi ci incastriamo come un puzzle e viene fuori la coreografia, in tempi pazzeschi perché abbiamo praticamente quasi un giorno per il tutto.

Come hai trovato le ragazze?
   Hanno sempre voglia di imparare, di fare bene. Lo stato d'animo gli si affievolisce la sera tardi quando, poverine, incominciano ad aver male ai piedi perché hanno i tacchi alti, però devo dire che quando le voglio di nuovo scattanti perché dobbiamo registrare, danno tutto quello che possono dare. Le ho trovate sempre disponibili, carine.

In questi sei anni di Miss Italia hai trovato qualche cambiamento nelle ragazze?
   Qualcuno sì, le trovo più preparate dal punto di vista del ballo, non che le prime fossero impedite, però trovo sempre più ragazze che sanno ballare. In un gruppo di cento se prima ne avevo due o tre, ora ne ho quasi una ventina e quelle che proprio non sanno ballare sono pochissime, comunque per muoversi, si muovono un pochino tutte, quindi probabilmente fanno tutte palestra e nella palestra c'è il fanchi quindi sono già abituate a contare la musica. Prima, per esempio, dovevo spiegare loro il "tempo" musicale, noi contiamo, …e cinque, sei, sette e otto… In questi ultimi anni no, lo sapevano già, si vede che vanno in palestra e sono abituate.

Melania trucco! Il primo giorno come è andato?
   Bene, si sono divertite molto, sono partita con un pezzo fanchi e siccome è carino e piace a tutte, sono rimaste entusiaste e hanno lavorato benissimo. Poi abbiamo fatto la marcia che era un po' più lentina quindi loro erano un po' più meno motivate, perché è un altro stile però devo dire che alla fine hanno eseguito tutto bene.

Quindi qui a Miss Italia che cosa imparano?
   Imparano a ballare insieme, a convivere l'una con l'altra che secondo me è importante, nascono delle amicizie vere e proprie e… si educano a vivere in gruppo e questo è molto bello. Imparano un po' di danza, a parlare in pubblico, a tirar fuori il meglio di loro, insomma imparano un pò di tutto in formato mini. Con me hanno eseguito tre balletti con tre stili diversi, uno neoclassico, un altro un po' più aggressivo ed uno fanchi molto moderno.

La cosa più difficile che fai con loro?
   Quando le chiamo sul palco, perché quando do la pausa si rilassano e prima di risalire tutte ci mettono un po' di tempo perché chiaramente incominciano ad essere stanche ma poi va tutto bene. La cosa più difficile è dire: Cinque minuti di pausa ma che siano cinque minuti. Alla fine diventa sempre un quarto d'ora.

Ma quando si accende la fatidica lucetta rossa sulla telecamera cambiano d'umore?
   Durante la diretta magari una sbaglia un po' di più perché è tanto emozionata, oppure durante le prove succede che viene subito, la prima volta, tutto in modo perfetto. Loro ce la mettono tutta, sanno che sono inquadrate e partono perfette ma poi succede che si emozionano, magari passa la telecamera davanti al viso di una, si emoziona e allora rifacciamo tutto da capo.

Gli errori più frequenti?
   Alle volte dico di partire con il destro e mi partono con il sinistro, alle volte dico apri e chiudi le gambe invece c'è chi fa il contrario quindi… errori per le gambe, il saper sincronizzare i piedi.

Cosa consigli loro?
   Di prendere tutto questo come un bel gioco, carino, serio, però senza gran competizione. Alla fine le ragazze sono più o meno tutte amiche, tutte contente. Io grandi disperazioni, come mi aspettavo, non ne ho viste, ho sempre visto un bel gruppo di ragazze che, al limite, parteggiavano per chi doveva vincere tra di loro. Quindi quello che conta è l'amicizia, far si che questo diventi un bel momento della loro vita. Nei primi giorni una può sembrare più staccata dal gruppo, l'altra può sembrare più difficile di carattere, poi alla fine si cambiano tutte le cose. Gli ultimi giorni quella che sembrava staccata dal gruppo era solo timida, quella più difficile si ricrede e diventa un'amicona e... così!

Ti ho visto lavorare durante le prove e devo dire che sei veramente eccezionale e soprattutto paziente, Ciao!
   Grazie. Ciao, ciao!

Domenico Pacifico   10 settembre 1998

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