Cinema

CyberNews

Dura Lex

Fumetti

Graffiti

Libri

Musica

Teatro

VIPs
 |
 |
CERCHIAMO DI VEDERE ORA, più da vicino, alcuni di questi "bizzarri"
progetti.
Le Poesie terapeutiche (clicca sul nome per vedere l'immagine), intendevano essere
farmaci-letterari antidepressivi per meglio comprendere/assecondare i
turbamenti dell'animo umano. Quando questi curiosi farmaci furono progettati, da un'idea geniale di Ermanno Cavazzoni (l'autore della
sceneggiatura de La voce della luna di Federico Fellini, ma non solo, tanto per intenderci) i tempi non erano maturi per parlare di
Prozac o di smart drug, ma l'intento era in qualche modo lo stesso, anche
se si realizzava senza sostanze chimiche: uscire da se stessi per meglio
sintonizzarsi con l'ambiente circostante.
Era il lontano 1991 e le Poesie furono un vero successo di
critica e di pubblico, tanto che furono necessarie
ristampe (120 mila copie vendute, 4 ristampe) per non lasciare nessuno senza la propria poesia terapeutica.
La scelta era tra sette
diverse poesie, da La quiete dopo la tempesta prodotta dai Laboratori
Leopardi di Recanati, a Tanto gentile e tanto onesta pare della casa
farmaceutica Degli Alighieri di Firenze allo Zang Tumb Tumb della
Farmaceutici Filippo Tommaso Marinetti, per citarne solo alcune.
All'interno
delle scatole era naturalmente presente un foglio illustrativo che suggeriva posologia e controindicazioni.
La Casa-Fiore è stata invece ideata e realizzata con il contributo di
Stefano Giovannoni, anch'egli tra i maitre á penser di questo fine
millennio in ambito progettuale.
Non è detto che le nostre abitazioni debbano necessariamente rifarsi a forme rigide e
geometriche per poter essere confortevoli e rasicuranti. Del resto le altre
specie animali si confrontano e interagiscono in ambienti ben
più colorati e inaspettati. E così le scienze naturali e la botanica
ispirano questo divertente progetto.
Le teiere scomponibili sembrano essere invece state progettate per
visualizzare al meglio le molteplici attività della Abete Venturini Polo
Grafico, azienda produttrice del Tea break.
L'ambivalenza linguistica si
ritrova di nuovo nel nome: break, che significa sì interruzione (di una frenetica giornata di lavoro per esempio, interrotta da una calda e
profumata tazza di te), ma anche rottura, frattura, violazione.
E questa frattura si ritrova visibilmente esibita nella forma scomposta (in
due parti identiche) della teiera, della zuccheriera e della lattiera,
realizzate tutte in fine ceramica bianca.
Disneydesign nasce invece da un desiderio citazionista, terribilmente in
voga in questi ultimi anni, tanto da contaminare anche l'Università del
Progetto di Reggio Emilia.
Questi complementi d'arredo, realizzati in
collaborazione con la Zucchi s.p.a., sono stati ripresi in modo pedissequo
dall'ambiente domestico e dalle storie che popolano le pagine targate
Disney. I personaggi presenti in quelle pagine si muovono infatti in un
landscape composto da linee morbide e colori caldi e vivaci, le stesse
che ritroviamo in questi oggetti in tessuto per la casa, dal gusto disneyano, dalle lenzuole ai tappeti, dai copripiumini alle tovaglie.
Virgo è invece una lampada da tavolo a luce indiretta.
Il progetto, curato
da Ilaria Gibertini, nasce da un attento studio delle forme di
alcune opere scultoree di artisti come Costantin Brancusi o altri che operavano
in Europa negli anni trenta e quaranta.
Virgo è stata prodotta
da Nemo e distribuita da Cassina in tutto il mondo.
Anche il Beaubourg di
Parigi non si è lascito scappare questo interessante esempio di design made
in Italy, tanto da aver incluso Virgo nella sua collezione di oggetti di design del XX secolo.
Per altre opere come il Portaombrelli, l'Appendiabiti in legno o il
Portariviste, il discorso è diverso.
Il Portaombrelli vuole esibire, senza alcun pudore, la sua funzione di
contenitore di ombrelli, giocando sulle attese del fruitore.
Perlopiù
infatti, nelle nostre case, il portaombrelli è celato, nascosto alla vista
poiché oggetto ritenuto indegno di visibilità, vista la sua funzione di
servizio. Per i designer dell'Università del Progetto è invece un oggetto
da non sottovalutare e da connotare con colori vivaci e seducenti per non
poterlo mai confondere con il cestino della carta straccia.
L'Appendiabiti in legno è invece terribilmente "snodato", le differenti sue
parti sono infatti collegate da cerniere inserite nello spessore del legno
che gli permettono di ottenere una perfetta chiusura, qualora si volesse
ridurlo ad uno spazio minimo. Questo aspetto di mobilità gli permette di
assumere diverse configurazioni in base alle variazioni di apertura delle
cerniere, per potersi inoltre meglio adattare allo spazio disponibile
circostante.
Può all'occorrenza trasformarsi in un simpatico separé,
disponibile in tre varianti di colore.
Il Portariviste, esibendo invece come interfaccia primaria la prima lettera
dell'alfabeto, vuole sottolineare il suo carattere "letterario" ed
enciclopedico. La sua funzione è quella di raccoglitore di riviste e di
libri per la casa o di documenti per l'ufficio.
È un oggetto in metallo che non vuole
allontanare il fruitore con il suo aspetto freddo e metallico ed esibisce
quindi una grande A in legno verniciato.
Sally è una simpatica pentola prodotta da Lagostina.
È piuttosto
straniante poiché esibisce una forma inusuale che sembra essere uscita da
un film di fantascienza o da un fumetto avveniristico.
Gli anelli sui
fianchi servono a indicare il livello dell'acqua che cambia a seconda del
numero dei commensali, mentre al centro del coperchio è presente un
misurino che calcola la quantità di sale da aggiungere.
Ma non fatevi
sedurre da queste istruzioni per l'uso, in Giappone Sally è utilizzata come
portaghiaccio!!!
Istanze ecologiche sono invece presenti nel progetto e nella realizzazione
della poltrona Aquilone, i cui componenti sono completamente
reciclabili. Ma non per questo ci troviamo di fronte ad un design noioso e
prevedibile, quanto piuttosto ad un oggetto pensato per un pubblico giovane
che cerca comodità e divertimento.
Con i bicchieri Sky Line
assistiamo invece ad una osmosi tra l'ambiente l'esterno, che riprende la
verticalità dei building americani, e le microdimensioni degli oggetti di
uso domestico.
Realizzati in un materiale terribilmente "old fashion" come
il cristallo, non per questo diventno prevedibili e noiosi, quanto piuttosto
divertenti e inusuali.
Lorenza Pignatti 9 luglio 1998
|
 |
|