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L'HIP- HOP È UN MOVIMENTO FATTO DI B-BOYS E FLY GIRLS, di musica Rap, di Dj's, di Mc's (Masters of Cerimonies), di breakers e writers. Ed è un fenomeno sempre più presente anche in Italia, specie tra i molto giovani, tra i 15 e i 18 anni. Ma non mancano gli esponenti della old school, gli antesignani.
Per alcuni l'hip-hop potrebbe essere anche semplicemente una moda: pantaloni oversize, magliette sportive larghe, scarpe da ginnastica, cappelino.
Ma c'è anche chi lo vive come un modo di essere e solo questi fanno veramente parte del movimento.
Alla base del movimento ci sono alcuni punti fermi che accomunano le esperienze delle disparate crew italiane. Difficile dire quali siano i punti fermi perché vengono creati man mano dall'unione degli sforzi delle singole crew.
Il momento del confronto e del dialogo è la Jam. Solo grazie alle Jam può esistere un vero movimento perché è soprattutto qui che le crew si incontrano e non tanto nei locali. La Jam è un evento, organizzato da chi ha la forza e la voglia di farlo, in cui breakers, writers, Mc's e Dj's si affrontano e vengono giudicati.
Esistono comunque alcune regole base dell'hip-hop e sono quelle dettate dalla Zulu Nation.
La Zulu Nation è un'organizzazione che cerca di sviluppare talenti dei singoli individui, che questi si esprimano in musica, danza o writing. Fondata dagli Africa Bambaataa nel 1973, ha una sede centrale in America e sedi dislocate in diverse città, di cui una anche in Italia. Essere membri della Zulu Nation significa condividere alcune regole base: tenersi in contatto, aiutarsi, salutarsi, portare rispetto agli Zulu Kings, saggezza, uguaglianza, comprensione, pace , giustizia, unità, lavoro, divertimento. Insomma, tante buone cose. Anche se le radici della cultura hip-hop sono l'America nera degli anni '70 e i suoi ghetti violenti e conflittuali. Tutto è nato dalla East Coast, cioè New York. Negli anni '80 poi il movimento si è spostato nella West Coast, la California. Oggi quando si parla di East side e West side si intendono due stili musicali diversi e due diverse interpretazioni di una stessa cultura.
Lo stile East Coast è una variante del Rap più violenta, più martellante che raggiunge il suo estremo nell'hardcore.
Rifarsi alla West Coast significa invece cantare gli stessi temi, droga, rabbia, violenza, ma con toni e ritmi più rilassati.
E West Coast e East sono i punti di riferimento privilegiati per gli hip hoppers italiani. Questo non toglie però che l'hip hop italiano sia completamente diverso da quello americano. In Italia non esiste un ghetto e non esiste una questione nera quindi il tutto si riduce all'amore per certe forme di espressione artisica, la musica , la danza e il writing, e un certo modo di proporsi e di incontrarsi.
Roberta Russo 21 maggio 1998
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