Cinema

CyberNews

Dura Lex

Fumetti

Graffiti

Libri

Musica

Teatro

VIPs
 |
 |
LA STAMPA ITALIANA HA VERSATO FIUMI di inchiostro sull'inquinamento da onde elettromagnetiche, senza però cercare di affrontare l'argomento con semplicità e nel contempo mantenere un certo rigore scientifico.
Per questo abbiamo contattato il dott. Giuliano Inversini, fisico sanitario, responsabile del presidio multizonale della ASL di Como. Subito ci siamo resi conto della difficoltà a trattare l'argomento in toto, perché, a differenza di quanto possa sembrare, "inquinamento da onde elettromagnetiche" è espressione piuttosto generica.
Le differenti lunghezze d'onda definite come elettromagnetiche hanno in comune il fatto di non avere potere ionizzante. Ciò vuol dire che non hanno l'energia sufficiente per, investendo una frazione di materia, ad esempio una sbarra di rame, "scombussolarne" la struttura delle particelle ed emettere ioni.
Radiazioni ionizzanti sono i raggi X, di cui si sa da tempo che troppo bene non fanno. Radiazioni non ionizzanti sono invece microonde, onde radar, onde radio e TV, e quelle generate dai tralicci ad alta tensione.
Solo recentemente la comunità scientifica si è però accorta dei loro possibili effetti negativi sugli esseri umani. Gli esatti meccanismi non sono ancora noti, certo è che il nostro corpo si comporta come un'antenna per via di un fenomeno detto di "risonanza", e i fenomeni di risonanza variano, con risultati diversi, a seconda della frequenza. Motivo per il quale la fisica sanitaria e le stesse normative in vigore trattano differentemente non solo le emissioni di televisori e di tralicci per l'alta tensione, ma distinguono anche tra le stesse onde radio AM e FM.
Oltretutto, poiché i fenomeni elettromagnetici dipendono dalla geometria dei corpi di emissione, le diverse parti del corpo reagiscono in modo diverso. Fino a che punto non si è in grado di dirlo visto che sono ancora in utero perfino gli studi sulla capacità elettrica della nostra cartilagene.
Insonnia, cefalea, irritabilità, depressione, stanchezza o anche tumori possono essere gli effetti di una eccessiva esposizione a campi elettromagnetici.
Per il momento non è però possibile basarci che su risultati epidemiologici, ovvero studi statistici, che aspettano una effettiva convalida dalle prove di laboratorio.
Matteo F.M. Sommaruga 25 febbraio 1999
|
 |
|