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ROMA, 22 SET - Sara' pronto entro l' anno un ddl che rappresentera' una svolta di ''180 gradi'' nella lotta alla droga. Ad annunciarlo e' stato il vice premier Gianfranco Fini, alla quinta conferenza mondiale contro la droga, assicurando che il ddl arriverā "entro ottobre in pre-Consiglio dei ministri" e verra' varato entro la fine dell'anno.
Tra le principali novita' il fatto che ad essere sanzionato, come ha spiegato Fini, non sara' solo l'abuso di droghe ma anche l'uso, per superare cosi' il vulnus creato dall'abolizione, in seguito al referendum radicale, della dose minima giornaliera che, secondo il vice premier, "ha reso quasi impossibile alle forze dell' ordine distinguere lo spaccio dall' uso personale." Il provvedimento - ha spiegato Fini - mettera' insieme tre aspetti fondamentali con i quali combattere questa piaga: la prevenzione, il recupero, la repressione. "Occorre avere il coraggio - afferma il vicepremier - di colmare un vuoto determinato da una stagione di demagogia che spero sia alle nostre spalle. Gli operatori e le forze dell'ordine sanno - ha sottolineato Fini - che in Italia e' quasi praticamente impossibile distinguere il comportamento volto allo spaccio da quello cosiddetto dell'uso personale di droghe." "Immaginiamo gia' le accuse di chi ci dira' che non possiamo presumere di dar vita ad una politica nei confronti della droga che sia solo all'insegna di nette certezze. Ma io - ha detto il vice premier la penso come Casini: contro la droga senza compromesso." Contro la droga, ha proseguito Fini, la battaglia deve essere senza compromessi. "Nello stesso momento in cui - ha detto - ci si confronta con un tema del genere all'insegna del compromesso, ci si predispone a perdere questa battaglia. Al contrario credo che sia preciso interesse e dovere di tutti fare in modo che questa battagli possa essere vinta."Si tratta, secondo il vice premier, di un dovere non solo politico e sociale, ma anche etico e morale. Per questo Fini parlando dell'importanza del recupero dei tossicodipendenti e del loro reinserimento nella societa' ha lanciato anche un appello al mondo delle imprese, del mondo del lavoro e dei sindacati "affinche' diano una mano ai ragazzi che escono dalla droga." Uscire infatti e' possibile, ha proseguito, "ma occorre poi che la societa' accolga questi ragazzi non come se si trattasse di coloro che hanno sbagliato e ai quali bisogna voltare le spalle, ma come coloro che sono stati capaci di ritrovare la retta via." Perche' il recupero, ha concluso Fini, non e' solo farmacologico, ma soprattutto sociale.
Fonte Ansa, 22 settembre 2003
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