Indice generale della rubrica
le sezioni:
-andrologia
-ginecologia
-masturbazione
-malattie
-la prima volta
-psicologia
-contraccezione
-pillola
-rapporti
-pillola del giorno dopo
-omosessualitā

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Voglio parlare di un mio amico 27enne che non ha mai avuto nessun
rapporto con una donna. E' normale? premetto che non è gay!!!!
Di questa cosa non ne abbiamo mai parlato, non so se devo
affrontare la cosa da amico oppure lasciare al destino cosa devo fare?
Grazie!
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Mi chiamo Tony, ho 26 anni e sono ancora vergine. Purtroppo sono fidanzato da
parecchi anni con una ragazza più grande di me. Che giustamente ha un suo ideale,
giungere al matrimonio illibata. Premetto
che sono arrivato al punto anche di lasciarla,
ma non ce la faccio perchè sono troppo
innamorato, però nello stesso tempo sono
molto preoccupato perchè ho una grande
voglia di avere un rapporto sessuale
completo. Ne abbiamo parlato tante volte e
capita anche che il più delle volte sono
nervosissimo!!!! Che devo fare??? La devo
tradire???? Aiutoooooo!!!!!
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Complimenti per il vostro sito che mi ha tolto molti dubbi sulla sessualità.
Sono Vincenzo ho 18 anni,
la prima volta è stato un disastro!!!!
Non riuscivo a penetrare!!!!
Adesso ho paura di riprovarci una seconda volta.
Come devo comportarmi ?
E' un problema mio o della mia ragazza?
Rispondetemi.
Grazie
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Nel vostro sito di domande e risposte inerenti il sesso, c'è più volte la richiesta di informazioni e
rassicurazioni sulle dimensioni del pene.
Sui libri, sulle riviste, sui manuali, ovunque è
scritto che le dimensioni non sono importanti e credo
che chiunque l'abbia sentito dire o letto da qualche
parte prima dell'avvento di Internet e dei servizi
on-line.
Eppure sul vostro, su altri siti, o sui newsgroup
inerenti al sesso, la domanda continua ad essere
posta. Io stesso mi sono comportato così più volte,
eppure le mie ansie e le mie paure non sono svanite.
Certo non si può pretendere che una risposta di poche
righe possa risolvere un problema di carattere
psicologico, ma mi sono interrogato sul motivo di così
tanto perseverare nel chiedere sempre la stessa cosa,
e soprattutto nel non essere rassicurati da una
risposta che dovrebbe invece risolvere molti dubbi.
La risposta è sempre quella, e cioè che le dimensioni
non sono importanti per quanto riguarda il
soddisfacimento sessuale femminile.
Allora ho pensato che forse non è questo che genera
l'ansia in chi si sente "poco dotato" oppure non solo
questo. Forse chi si preoccupa per le proprie
dimensioni, ha paura di essere deriso, ha paura di non
piacere, di essere considerato poco virile; insomma di
essere giudicato per le proprie dimensioni, al di là
del risultato della prestazione sessuale.
Tutto questo può sembrare molto egoistico, ma non si
preoccupano le donne delle dimensioni e della forma
dei loro seni ? Eppure questi non sono in relazione
alla capacità di dare piacere ad un uomo.
Insomma, per me, e forse anche per altri, la domanda
che sta dietro non è "riuscirò a soddisfare una donna?", ma "piacerò ad una donna?", "cosa penserà di me?", "quanto è per lei importante che io sia più o meno dotato?".
Non ho posto una domanda vera e propria, ma spero lo
stesso in una vostra risposta.
Grazie.
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Salve mi chiamo Luca ed ho 19 anni... Sto con una ragazza da circa un anno e
sia io che lei troviamo grossi problemi durante i rapporti sessuali... Lei,
oltre al fatto che non raggiunge mai l'orgasmo insieme a me (escludo il
problema fisico perché lei raggiunge regolarmente l'orgasmo masturbandosi da
sola), è sempre tesa e contratta, nonostante io cerchi in tutti i modi di
metterla a suo agio...
Questo sia io che lei pensiamo sia dovuto a problemi
di natura psicologica causati in passato da bruschi traumi infantili... La
cosa peggiore è che più il tempo passa più li perde sicurezza... Adesso
oltre al fatto che non raggiunge l'orgasmo non riesco più a penetrarla a
causa di forti dolori che subentrano durante la penetrazione... Come se
tutto ciò non bastasse io penso di soffrire di eiaculazione precoce visto
che durante le poche volte che siamo riusciti a compiere l'atto penetrativo
senza dolori, io ho raggiunto l'orgasmo con massimo 5 penetrazioni....
Per favore rispondetemi il più preso possibile visto che più il tempo va
avanti più la cosa sempre peggiorare....
Cordialmente
Luca
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Cari amici,
mi chiamo Massimiliano, ho ventidue anni e soffro di eiaculazione precoce.
In realtà, non è proprio vero che "soffro" di questo male, perché fino ad
oggi ho avuto le due fortune di incontrare donne che non me l'hanno fatto
pesare e di non avere problemi a continuare a oltranza i rapporti sessuali.
Ma capisco che la mia sessualità ha bisogno di una cura. soprattutto, grazie
ad alcuni testi tantrici ho realizzato che una eiaculazione più
"controllata" è la soluzione a problemi che, probabilmente, si trovano più a
monte. Tra le quali, ad esempio, ansie, passati che tornano, problemi con la
sessualità in generale.
oppure, questi problemi sono la soluzione.
Mi rivolgo a voi per chiedervi se avete consigli, testi che trattano
l'argomento, regole e metodi pratici per aiutarmi ad affrontare, e magari a
risolvere, il problema.
Grazie mille - Massimiliano
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Sono un ragazzo di 16 anni e soffro di eiaculazione precoce a causa di una
errata masturbazione. Ho provato con lo stop-start masturbandomi, ma senza
risultato.
Vi prego di descrivermi dettagliatamente degli esercizi da fare da solo per
risolvere il problema, dato che ho sentito che è necessario rinforzare anche
il muscolo pube-coccigeo.
Vi ringrazio infinitamente
Giorgio
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Salve, cari dottori la mia ragazza mi fa eccitare molto e il mio pene va
spesso in erezione ma al momento di fare l'amore non riesco più a
mantenere
l'erezione. E' impotenza ? e un problema psicologico? Se lei mi masturba
non
ci sono problemi.
Vi ringrazio.
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Sono un ragazzo di 17 anni, mi scusi per la mia invasione
ma sono preoccupato e spero che lei possa concedermi 5 minuti
del suo prezioso tempo.
Guardando il suo sito mi sono accorto di essere affetto (anche
se in forma molto lieve) da una delle patologie, piu precisamente
(incurvamenti penieni), durante questi anni non ne ho parlato
a nessuno perché mi vergognavo, anche perché pensavo
andasse via con il tempo (nell'ultimo anno ho notato un leggero
miglioramento della curvatura tanto da essere quasi completamente
un pene normale), andesso l'angolo di curvatura è di 80°
(cioè io ho posto 90° come pene normale e essendo curvato
verso sinistra, 10° prima del 90°)
e così ho deciso di aspettare.. (anche perche sapevo
di amici che avevano una curvatura di 50°~60°)
se non altro nelle ultime settimane la mia ragazza mi
ha praticamente detto di volere qualche cosa di più di semplici
baci e abbracci.
A questo punto le chiedo se la mia patologia potrebbe
creare problemi durante un rapporto sessuale?
(anche perche non ho trovato sul suo sito informazioni
riguardanti "quanto deve essere l'angolo di curvatura
grave normalmente in questa patologia")
Che cosa mi consiglia di fare?
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Sono un ragazzo un pò avanti con l'età, non ho mai avuto rapporti sessuali,
e quando (3-4 volte) ho avuto la possibilità di farlo,
spesso con partners dubbiose e non innamorate, mi sono trovato
all'improvviso in imbarazzo e difficoltà vuoi per il troppo
desiderio e vuoi per la conosciuta maggior esperienza delle mie partner, con
conseguente perdita dell'erezione. Come posso
fare per sentirmi più tranquillo e rilassato la prossima volta che mi
capiterà l'occasione? Ci sono tecniche per frenare l'ansia e per
mantenere l'erezione?
Chiarisco che durante i preliminari io ho normali erezioni e che il problema
si manifesta dopo, cioè quando mi accingo a
penetrarle.
Grazie per la risposta
Gianni '69
Carissimi,
rispondo a tutti con una sola e-mail poiché mi pare che tutte le vostre
richieste di aiuto e chiarimento
abbiamo un comune denominatore: la preoccupazione per le prestazioni del
proprio pene: - l'amico 27 enne che non ha mai avuto rapporti (e non è
gay); - Tony, 26 enne vergine per rimanere fedele alla fidanzata che vuol
giungere illibata al matrimonio; - Vincenzo 18 anni, che ha paura a
penetrare; - l'anonimo poco dotato che paragona il suo problema ai problemi
estetici femminili riguardanti la forma del seno; - Luca, che, oltre che
(presunto) eiaculatore precoce, ha problemi di penetrazione per forti dolori
che intervengono nella sua partner; - Massimiliano, un ragazzo di 16 anni,
Gianni '69, che presumono, come Luca, di essere eiaculatori precoci; - ed
infine un altro nostro lettore anonimo che addirittura pensa di essere
impotente.
1.Mi pare di potere dire, innanzitutto, che isolare il proprio pene dal
contesto, e cioè dal resto del nostro corpo e della nostra psiche (cioè dal
nostro essere), sia molto fuorviante: quando noi siamo coinvolti in un
rapporto amoroso lo siamo con tutto il nostro essere, altrimenti il pene
diventa una parte scissa, divisa dal resto di noi, e come tale destinata ad
essere osservata da quel resto (che poi siamo noi stessi) e sottoposta ad un
giudizio, che diventa impietoso e severo, soprattutto allorché la parte di
noi che rimane fuori ed osserva è troppo in ansia per le prestazioni che il
pene deve eseguire, quasi fosse un attore che deve esibirsi in pubblico per
la prima volta.
2.In secondo luogo pensare all'amore come ad una sequenza di prestazioni è
una riduzione grave, che fa diventare noi stessi e le nostre partner come
delle macchine che, a comando, devono mettere in atto un determinato insieme
di gesti che definiscono, in maniera prestabilita (da chi?), la scena
amorosa. A questo proposito dirò una cosa che a prima vista vi sorprenderà:
l'amore ridotto a prestazione è tipico di una società industriale in cui
ogni gesto deve essere inquadrato in una sequenza di altri gesti codificati,
esattamente come nel lavoro alla catena di montaggio.
Uno studioso francese della corporeità, Baudrillard, sostiene che nella
nostra società, e conseguentemente dentro ciascuno di noi, vi sono varie
immagini della corporeità che corrispondono a varie visioni del corpo: e
così la medicina avrà come immagine corporea basilare il cadavere da
vivisezionare e ridurre a pezzettini (il fegato, lo stomaco, etc.), la
religione l'animale che con la sua fisicità peccaminosa si contrappone alla
purezza dell'anima, il mondo industriale il robot e cioè il corpo ridotto
alle prestazioni, di cui abbiamo appena parlato, quello postindustriale
odierno il mannequin, con il suo corpo da esibire in ogni circostanza.
Ebbene vedete come il vostro modo di pensare al corpo sia intriso
prevalentemente di una visione da corpo - robot, con l'eccezione forse dell'
anonimo che paragona il proprio pene ai seni femminili, che forse risente di
una visione della corporeità postindustriale, da mannequin.
3. Infine ancora una volta sento che mancano, nel vostro racconto, le vostre
partner, che voi vivete come lontane, o nemiche, o enigmatiche, con le quali
è in ogni caso difficile, o vergognoso parlare di certe (presunte)
debolezze, alle quali mostrare il proprio pene diventa un'impresa, come nel
caso del ragazzo 17enne che se ne sta lì a misurare gli incurvamenti (?) del
proprio pene, come fossero dei problemi geometria.
Il rapporto amoroso non è questo: vi esorto a prendere in considerazione che
anche in termini etimologici coire viene dal latino cum-ire che significa
"andare con" e cioè essere sempre, anche e soprattutto nell'intimità,
insieme alla propria partner: parlare con lei dei nostri problemi, ascoltare
i suoi, osare presentarsi con le proprie (presunte) debolezze, anche con le
proprie (presunte) richieste strane, personali, con i propri tempi (non
ridotti però a quelli di un robot, per favore!) eccetera, insomma dialogare,
coire nel senso più pieno del termine, che potrebbe essere: decidere di fare
insieme un pezzo di strada (che originariamente, nelle storie vere, è un
pezzo lungo quanto una vita).
In sintesi:
1. siate voi stessi in tutto il vostro essere allorché iniziate una storia d
'amore;
2. cercate di comprendere che tutti noi siamo condizionati dalle immagini
della corporeità presenti nella nostra società. Così come del resto lo sono
le nostre partner (la ragazza di Tony, ad esempio, che vuole arrivare
vergine al matrimonio è probabilmente presa da immagini religiose della
corporeità; mentre quella di Luca sembra presa come lui da problemi di
prestazione). Dobbiamo cercare di fare in modo, però, che queste immagini
della corporeità che la nostra società ci propone non ci occupino fino al
punto da soffocare la parte più vera e nucleare del nostro essere;
3. infine sarebbe terapeutico che finalmente vi decidiate, mi verrebbe da
dire ci decidiamo - poiché il problema sembra prendere la maggior parte di
noi uomini - a parlare con le nostre donne, a comunicare, a coire veramente
con esse, a convincerci che presentare i nostri problemi e le nostre
(presunte) debolezze può rafforzare il rapporto, se dall'altra parte c'è una
persona che ci vuole bene. Altrimenti, se lei ci deride o ci snobba, come
noi temiamo, vorrà dire che non ci merita, e che, una volta superata la fase
di amarezza che verrà dopo la fine della storia, ce ne troveremo un'altra
(stando attenti questa volta a considerare subito, non le prestazioni che
possiamo fare con la nuova lei, ma se veramente ci vogliamo bene e ci
accettiamo, gli uni e le altre, con i nostri meriti e con i nostri difetti).
Leonardo Angelini
Psicologo - psicoterapeuta
Coordinatore dell'OPEN G di Reggio Emilia
16 febbraio 2000
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