Indice generale della rubrica
le sezioni:
-andrologia
-ginecologia
-masturbazione
-malattie
-la prima volta
-psicologia
-contraccezione
-pillola
-rapporti
-pillola del giorno dopo
-omosessualitā

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QUELLO CHE PIÙ SOTTO VIENE ESPOSTO
è il dialogo riportato fedelmente di un
ragazzo diciannovenne, di nome Gianni, che interpella l'andrologo per un
problema sessuale che lo affligge. Gianni è l'unico figlio di una famiglia
di ceto medio. Il padre è un ingegnere impiegato
in una grossa ditta; la madre, insegnante, ha una forte connotazione
religiosa. Gianni non ha parlato mai a nessuno di questo problema perchè la
madre non ammette che il figlio possa avere dei rapporti sessuali
prematrimoniali. Il medico di famiglia è una dottoressa amica della madre.
Quando giunge allo studio, consigliato da un amico col quale, superato il
primo momento di disagio si è sfogato, si percepisce con chiarezza l'alto
livello di angoscia che lo attanaglia.
Gianni: Mi chiamo Gianni, dottore, ed ho 19 anni. Il mio problema è che
non riesco ad avere rapporti sessuali con le ragazze, perchè mi vergogno.
I miei amici mi hanno detto che uno che ha il pene storto le ragazze lo
rifiutano.
Dottore: Vuoi dire che non hai mai tentato di avere rapporti sessuali
completi con una ragazza per questo motivo?
No, ci ho provato un paio di volte con la mia ragazza, ma è stato un
vero disastro. Facevo molta fatica ad entrare e poi ad un certo punto è
andato giù, mi sono demoralizzato così ho piantato lì. Anche la mia
ragazza ci è rimasta male. Capisce, nessuno dei due lo aveva mai
fatto...sono disperato. Dottore, non è che sono impotente? O magari ... non
mi piacciono le ragazze?
Come corri! Senti, Gianni, cerca di raccontarmi meglio quello che è
successo. Mi hai detto che facevi fatica a penetrare. Forse la tua ragazza
era tesa, poco rilassata, magari aveva una certa contrazione muscolare
della vagina...sai, può succedere, soprattutto all'inizio dell'attività
sessuale.
Eh, si, certo, eravamo tesi tutti e due...però, no, non credo che sia
colpa sua. Vede, dottore, insomma, quando è in erezione fa una curva
verso il basso...ho provato anche a cambiare posizione, ma niente da fare
...impossibile. E poi le facevo male.
Una curva verso il basso, dici? Ho capito. Senti, Gianni, ti sei mai
rivolto a qualcuno prima per risolvere il tuo problema?
Ma, cosa vuole, dottore, in casa con i miei non si può parlare di
queste cose; soprattutto con mia madre, poi, certi argomenti non si possono
neanche sfiorare; con mio padre non ho molto dialogo. E poi, mi sento molto
in imbarazzo e credo che anche loro lo sarebbero se ne parlassi. Sono cose
che mettono a disagio. Andare dal mio medico ho vergogna perchè è un'amica
dei miei...sa, dottore, forse non sono normale!
Senti, Gianni, questo incurvamento c'è sempre stato oppure si è
presentato progressivamente nel tempo?
No, che mi ricordi io l'ho sempre avuto, ma non ci facevo caso; è stato
parlando con gli amici che ho capito di non essere normale.
Gianni, l'incurvamento penieno non ha nulla a che fare con la normalità
sessuale. Tu sei affetto da una anomalia congenita, cioè da una deviazione
che tu hai avuto fin dalla nascita. Capita, talvolta. Si chiama 'recurvatio
penis'. Quando il pene diventa eretto per una alterazione della guaina che
lo avvolge, viene trazionato verso il basso. In questo caso, il tuo
incurvamento è tale da rendere assai difficoltosa, se non impossibile, la
penetrazione. Ma si può risolvere! Basta eseguire una correzione chirurgica
e si ottiene un completo raddrizzamento. Capito, Gianni?
Si può davvero? E poi allora sarò come tutti gli altri miei amici?
Certamente. Dopo il periodo di convalescenza potrai avere i rapporti
con la tua ragazza. Vedi, ora è meglio che ne parli con i tuoi, così potrai
programmare il tuo intervento in ospedale...
No, assolutamente no. Impossibile! I miei non capirebbero...Come faccio
a spiegare che tipo di operazione è e per quale motivo poi la voglio
fare...No,no..Mia madre non lo accetterebbe. Sono maggiorenne, mi arrangio
da solo.
Nonostante i ripetuti tentativi di convincere Gianni a confidarsi con la
propria famiglia, spiegando che in modo adeguato, con le parole giuste,
forse si poteva introdurre questo argomento, ed i suoi alla fine avrebbero
capito o, almeno, rispettato la sua decisione, Gianni fu irremovibile.
Dopo aver eseguito gli esami andrologici, accampando come scusa una
settimana di studio presso la casa di campagna di un amico, Gianni si fece
ricoverare in un'ospedale lontano da casa e fu operato. Non so ancora
adesso come ha fatto a nascondere la sua convalescenza, ma evidentemente
'di necessità, virtù.
Ecco, la sensazione che più mi è rimasta appiccicata adosso, ancora oggi,
quando ripenso a lui, era proprio il suo genuino terrore ad aprirsi ai suoi
genitori. Tra loro si era creata una barriera insormontabile, una
incapacità di comunicare le proprie emozioni. Così, quando leggo od ascolto
alla televisione storie che parlano del disagio giovanile, dei suicidi
inspiegabili di adolescenti, torno col pensiero sempre a lui. Per fortuna
che Gianni è un ragazzo in gamba!
doveva esibire come 'segno d'amorè quando si sposava. Tanti più doni essa
possedeva, tanto più ambita era la sposa.
18 giugno 1998
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