L'UOMO RAGNO NASCE
in America nel 1962 dalla fantasia di Stan Lee e Steve
Ditko.
Le sue origini, ai nostri occhi, possono sembrare quantomeno
ridicole, avendo il nostro beniamino acquisito speciali poteri dopo essere
stato morso da un ragno radioattivo, ma, all'epoca, gli anni '60, gli
effetti delle radiazioni sul corpo umano erano ancora sconosciute, e
infatti molte delle prime creazioni Marvel erano state prodotte con l'idea
dell'esposizione a raggi X.
Stan Lee e Steve Dikto, giocando su queste
paure (circolavano anche tantissimi film che presentavano animali
ingigantiti dopo scariche di radiazioni), si posero la domanda: "Cosa
succederebbe ad uno studente se all'improvviso si trovasse dotato dei
poteri di un ragno?".
Nacque così Spiderman, e il successo fu immediato,
soprattutto per la facilità del pubblico ad identificarsi con
l'arrampicamuri, la cui fragilità umana era messa in evidenza in ogni
avventura: non solo Peter Parker (era questo il suo nome) doveva combattere
il crimine, ma anche andare all'Università, superare gli esami e pagare
l'affitto. Per lui i superpoteri erano quasi un problema.
Inizialmente usò le nuove capacità per profitto personale, entrando nel mondo dei
lottatori o esibendosi come acrobata in spettacoli televisivi. Durante uno
di questi show Peter lasciò scappare un ladruncolo che aveva colto in
flagrante, benché potesse facilmente bloccarlo: dopo pochi giorni lo
stesso individuo uccise lo zio Ben, padre adottivo del nostro eroe, e
questo episodio doloroso cambiò l'animo dell'uomo ragno. Da quel momento
avrebbe usato i suoi poteri per combattere il male.
Cominciò così a lottare
contro il crimine e a guadagnare denaro per sé e per zia Mary vendendo foto
di se stesso in azione al Daily Bugle.
Caso strano nel mondo dei supereroi,
l'uomo ragno non sempre era visto in maniera positiva, anzi spesso la
polizia arrivava a considerarlo un delinquente.
Tra i pochi momenti felici
della sua esistenza c'è il matrimonio con Mary Jane Watson, sua antica
fiamma.
Comunque, nonostante i chiaroscuri della sua anima, il
"Tessiragnatele" anche di fronte alle situazioni più disperate riesce a
ricorrere al senso dell'umorismo del suo alter ego Peter Parker,
sdrammatizzando ogni situazione; certo, non gli basterà per sconfiggere i
nemici, ma è sempre meglio che niente.
Anche per noi lettori.
Giovanni Scalambra 4 giugno 1998