QUANDO IL SUO VISO ERA ANCORA SCONOSCIUTO alle forze dell'ordine Diabolik viveva al centro di Marsiglia con la compagna Elizabeth (poi diventata sua acerrima nemica) in una villa dotata di numerosi passaggi segreti che gli garantivano in ogni momento la fuga.
Col tempo, però, ha avvertito la necessità di avere rifugi che sostituissero un'abitazione fissa e facilmente rintracciabile: oggi Diabolik ha rifugi dotati di laboratori per la produzione di maschere, celle per tenere i criminali ed enormi garage dove conservare mezzi di trasporto. Possiede anche rifugi in località marittime o montane dove si reca per riposarsi e maditare, o provvisori che devono essere abbandonati alla fine di ogni colpo.
Le imprese non si svolgono più a Marsiglia, ma si concentrano in due cittadine lacustri, Clerville e Ghenf, situate tra la Svizzera e la Francia e ricche di straordinarie ville (oltre che di un'intricata rete fognaria che Diabolik conosce alla perfezione).
Naturalmente insieme alla bella Eva si concede spesso vacanze in giro per il mondo (anche se si tratta quasi sempre di vacanze lavoro). In questi ambienti opera anche la malavita organizzata, che non ha più quell'alone da noir Anni Cinquanta dei primi numeri, e si interessa invece di droga, traffico di prostitute e armi, senza però riuscire a ritagliarsi uno spazio importante nelle preoccupazioni dell'ispettore Ginko, essendo prevedibili e sempre fallimentari le sue azioni criminali.
Giovanni Scalambra 26 marzo 1998