QUELLO DI USTICA È UN 'CIELO A PRESTITO', CHE ALIMENTA una specie di 'autismo generazionale' che lascia un pericoloso vuoto alle spalle: è un nome che ha un immediato significato per una generazione, e forse nessun tipo di senso per chi non conosce quella storia.
Sono parole di Marco Paolini, autore insieme a Daniele del Giudice di "I-TIGI Canto per Ustica".
Lo spettacolo andrà in scena in anteprima nazionale al Teatro Goldoni di Bagnocavallo (RA) dal 22 al 24 giugno, debutterà in prima nazionale all'Arena del Sole di Bologna dal 27 giugno al 1 luglio nell'ambito delle manifestazioni per Bologna 2000, e infine sarà nell'ex Chiesa di Santa Maria dello Spasimo di Palermo dal 4 al 7 luglio.
"I-TIGI Canto per Ustica", oltre che ricordare le vittime di quella strage, conclude la rassegna di spettacoli 'Teatri per la Verità' che si è svolta nei teatri della Romagna nel 1993 e nel 1997, i cui incassi sono stati interamente devoluti all'Associazione Parenti delle Vittime della strage di Ustica. Lo spettacolo, prodotto da Accademia Perduta/Romagna Teatri, Bologna 2000 e Comune di Palermo, tenta dunque di ricongiungere idealmente Bologna e Palermo. Interpretato da Marco Paolini e dal Quartetto Vocale Giovanna Marini, 'I TIGI Canto per Ustica' è una "ballata in forma di teatro", scritto in forma di "oratorio civile".
Daniele Del Giudice ricorda che vent'anni fa, il 27 giugno 1980, s'inabissava in mare il DC9 Itavia con 77 passeggeri e 4 membri d'equipaggio. Dalla prossimità dell'isola quell'evento terribile prese il nome di 'Ustica', indicazione di luogo per un fatto mai spiegato, che sembra descriversi solo nel suo accadere geografico. Quanto alla storia e alla sua verità, col termine di 'Ustica' si è inteso in questi anni il calvario di indagini, inchieste giudiziarie, commissioni parlamentari, culminato di recente nella sentenza depositata dal giudice Priore, che per 'Ustica' rinvia a giudizio 48 imputati con l'accusa di aver impedito in vario modo l'accertamento della verità, e apre un procedimento contro ignoti per aver volontariamente determinato la caduta dell'aereo.
La storia di quell'aereo inabissato e poi riemerso a pezzo a pezzo narra una verità che può essere ricostruita solo attraverso i frammenti delle lamiere. Al DC9 è stato già dedicato un capitolo di Daniele Del Giudice "Staccando l'ombra da terra", da cui è stata tratta un'opera di musica contemporanea, e il film "Il muro di gomma". Ora però ci sono elementi nuovi e concreti, per questo la necessità - spiega Paolini - di considerare uno scenario sconcertante in cui i fatti possono essere accaduti. Siamo convinti -continua l'attore- che alcune storie ne contengono altre, e che ogni opera si nutre di altre opere, che uomini di teatro, cinema, musica e letteratura si parlano così, per tappe che nascono da una necessità personale. Parafrasando Daniele del Giudice, questo lavoro si potrebbe dedicare a I-TIGI "come fossero un popolo antico o degli alberi secolari e no dei pezzi di metallo sbriciolati e ricomposti in aria, sul fondo del mare, infine a terra". Sarebbe bello far sentire che nello spazio tra le due città, Bologna e Palermo, ci sta dentro il resto dell'Italia che non sta a guardare, che non si chiama fuori da quel che succede, che chiede giustizia e non vendetta, che non urla e non si agita, ma con ostinazione e pacatezza persegue il suo scopo.
Hanno partecipato alla conferenza stampa di presentazione Giorgio Guazzaloca, sindaco di Bologna e presidente Comitato Bologna 2000, Dara Bonfietti, senatrice e presidente dell'Associazione Parenti Vittime della strage di Ustica, Ruggero Sintori, direttore artistico Accademia Perduta/Romagna Teatri, Lucia Betti, assessore alla Cultura comune di Bagnocavallo (RA), Marco Paolini e Daniele Del Giudice.
I-TIGI Canto per Ustica
Scritto da Daniele Del Giudice con Marco Paolini
Testi delle canzoni Giovanna Marini, Corrado Sannucci
Musiche originali Giovanna Marini
Con Marco Paolini e il Quartetto Vocale Giovanna Marini (Patrizia Bovi, Francesca Breschi, Giovanna Marini, Patrizia Nasini)
Luci Alberto Artuso
Fonica Marco Busetto
Tecnici Massimo Gavelli, Fabrizio Piro, Maurizio Zangari
Assistenti alla produzione Francesca Gandini e Michela Signori
Francesca De Sanctisome 6 aprile 2000