E' RIPARTITA LA STAGIONE DEL TEATRO DI ZOLA PREDOSA diretto dalla Associazione culturale Cantharide.
Tra le rassegne più interessanti segnaliamo "Nel tempo di privazione" all'interno del quale è stato presentato lo spettacolo "Il giglio e la spada" di Bruna Bertoni.
Bruna è una ragazza timida e introversa, durante la conferenza stampa di presentazione si sarebbe nascosta sotto il tavolo, ma quando si sono accese le luci del palcoscenico è diventata l'eroina che lì, in quel piccolo teatro di 35 posti, voleva raccontare.
"Il giglio e la spada" è il racconto di una folle, di una donna che ha rinunciato alla propria identità per seguire delle voci, voci che la invitavano a salvare la Francia, a ridare dignità al suo popolo.
Bruna Bertoni è una Giovanna D'Arco molto meno eroina, molto meno salda di quanto vogliamo credere. La lettura dell'attrice è di una donna incarcerata che si deve confrontare con le proprie scelte per scoprire se ha rinunciato a qualcosa, se ha sbagliato a seguire le voci. Oppure. Oppure se era quello il suo destino.
Bruna Bertoni è brava nel giacere nell'oscura e fredda cella di un carcere, è brava a disegnare il dolore, la follia e i pochi momenti di vita che rimangono ad una donna che ha rinunciato a tutto per... per cosa? Anche se ora capisse di aver sbagliato, non potrebbe tornare indietro, il pentimento a cosa servirebbe. La follia forse le permetterà di accettare tutta la sua vita, una vita vissuta senza l'abbraccio della madre, dei figli (possibili), di un uomo che la amasse. Della dolcezza della vita.
L'attrice ha immaginato Giovanna ingabbiata, seduta su una sedia in uno spazio vuoto... Falso. Bruna Bertoni ci ha mostrato, come in un incantesimo, Giovanna D'Arco nei suoi ultimi momenti di vita. Questa magia è il teatro.
Informazioni:
tel.: 0339/7774142
Andrea Grilli 10 febbraio 2000