IL TEATRO DUSE DI BOLOGNA PROPONE QUEST'ANNO UN CARTELLONE in equilibrio tra ricerca e tradizione. Dal 15 al 19 marzo è stata la volta di un mostro sacro del teatro mondiale, Judith Malina, che prima ha fatto del teatro la propria vita, e poi ha trasformato il proprio teatro in vita.
Lo spettacolo è stato realizzato insieme ad un'altra bravissima attrice, Lorenza Zambon, della Casa degli Alfieri. Lo spettacolo, "Maudie e Jane", è liberamente ispirato a "Il diario di Jane Somers" di Doris Lessing. La regia è di Luciano Nattino.
Lo spettacolo racconta quelli che sono i nuovi problemi che la nostra società sta producendo: il rifiuto della vecchiaia, l'esasperazione del rimanere giovani, dell'essere sempre belli e alla moda, la paura di dover dipendere dagli altri... tutto questo è il fardello di Jane. Un giorno però incontra Maudie in farmacia e la sua vita cambia, la qualità della sua vita migliora.
Judith Malina interpreta Maudie, o meglio vive Maudie. La sua presenza in scena è il teatro che si fa vita, energia che si muove riempendo lo spazio scenico e avvolgendo il pubblico. Malina è Maudie e Maudie è Malina.
La Zambon non è una semplice spalla, è una donna ancora affascinante e attraente, che però ha girato la boa e sta entrando in menopausa. La percezione della propria identità cambia e la paura di diventare vecchia incombe. Maudie la cambierà. Jane da parte sua l'assisterà fino alla morte, e le regalerà i momenti più belli della sua vita.
Stupenda scenografia, essenziale, ma efficace per le attrici che possono muoversi e mettere i loro personaggi a confronto, oppure loro stesse: due donne straordinarie che hanno dominato la scena in modo fantastico.
Uno spettacolo da non perdere.
Informazioni:
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Andrea Grilli 23 marzo 2000