IN SCENA AL S. ROCCO DI SEREGNO DALL'11 AL 13 MARZO, DOPO IL DEBUTTO AL CARCANO di Milano, Provaci ancora Sam è una delle poche sceneggiature che siano state scritte da Woody Allen per il teatro. Non che il grande commediografo americano abbia trascurato il palcoscenico. Ha anzi al proprio attivo sette commedie brillanti oltre che un inesauribile repertorio per il cabaret, ma si tratta di una produzione limitata se messa a confronto con le circa quaranta pellicole di cui è stato produttore, attore e regista.
Proprio per questo i suoi personaggi, inesorabilmente accompagnati dalla nevrosi e dalle contraddizioni che comporta il contatto quotidiano con l'ambiente intelletuale delle metropoli americane, risaltano, nelle loro molteplici vesti, la spiccata personalità del loro celebre autore. Il flusso continuo del dialogo, spezzettato lungo il tortuoso percorso del pensiero dell'interlocutore, lo stesso tono di voce sono diventati elementi inconfondibili dei protagonisti del cinema di Woody Allen. Non certo facile è quindi interpretare una delle sue tormentate creature sulla scena teatrale, soprattutto se il compito è affidato a un altro attore con una propria spiccata personalità.
Accade così che quando la parte principale di Provaci ancora Sam è stata affidata a Enzo Iacchetti quest'ultimo ha ricostruito il personaggio intorno alla propria figura. La commedia segue le vicissitudini di Allen Felix, un critico cinematografico ossessionato da Humphrey Bogart e alle prese con una crisi coniugale, che si riscopre innamorato della moglie del proprio migliore amico. Le insicurezze di Allen lo portano all'incapacità di costruire una nuova relazione, e Iacchetti ne coglie le debolezze con ostentata autoironia. Come quello di Woody Allen, il suo tono di voce è pacato, ma l'humour del suo personaggio è molto distante da quello nato fra i grattacieli della grande mela. É lo spirito del pover uomo che dopotutto accetta se stesso, che sa ridere della vita cogliendo la futilità dei problemi più comuni e la vanità di molte pretese. Come quando ironizza su un modello di donna eccessivo, alta, bionda e prosperosa, da poter sostituire alla consorte. Ben diverso dall'ironia intellettuale di Allen, questa volta riferendoci al commediografo, il cui mot d'esprit nasce dalla contradditorietà del pensiero dei protagonisti, la cui logica, complessa e contorta, porta al paradosso.
L'Allen Felix Iacchetti è quello dell'uomo della strada lombardo, quello esaltato da Porta e che è sopravvissuto, nella sua semplicità, alla civiltà metropolitana, quello dell'impegnato attore americano è invece il prodotto della modernità e, a differenza del primo ne viene distrutto. Nasce così una rappresentazione che forse si allontana dall'originale, ma anche per questo apprezzabile. Iacchetti tiene bene la scena e gli attori che lo affiancano si adeguano con naturalezza alla sua prosa. Sono questi un'ottima Lucia Vasini, nel ruolo di Linda, l'amica di Allan e Paolo Pierobon, nelle vesti di Dick, il di lui consorte.
Il secondo tempo dello spettacolo, probabilmente a causa del differente procedere di Woody Allen e di Iacchetti, sembra dilungarsi troppo a lungo, ma il pubblico non se ne accorge e, al più, potrebbe generarsi il paradosso di uno spettatore che si annoia per il troppo ridere. Discreta la regia di Massimo Navone, anche se non eccezionale, sopratutto sotto il profilo delle luci.
Provaci ancora Sam, di Woody Allen, con la regia di Massimo Navone e con Enzo Iacchetti nel ruolo di Sam è ora in tourné nei principali teatri italiani.
Matteo F. M. Sommaruga 15-04-2003