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"... E meno male che c'è Maria"
Intervista a Enrico Montesano e Barbara D'Urso
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Enrico Monyrsano trucco! ENRICO MONTESANO è UNA DONNA STRAORDINARIA, lo sappiamo fin dai tempi della romantica donna inglese. E proprio nei panni di una donna, un tantino "passatella", sta ottenendo un grande successo in "... E meno male che c'è Maria", musical diretto da Pietro Garinei, ispirato al film "Mrs. Doubtfire" con Robin Williams.
   Dopo aver registrato il tutto esaurito al Sistina di Roma, lo spettacolo (che ha già frantumato i record di incassi dell'ormai storico "Rugantino") sarà in tournèe fino ad aprile del duemila, e tornerà a Roma il prossimo anno nel periodo di Natale per soddisfare le attese dei molti spettatori rimasti senza biglietto.
   Accanto a Montesano, un padre costretto a travestirsi da tata pur di vedere i figli, recita Barbara D'urso nel ruolo di una donna molto rigorosa, in contrasto con l'immaturità dell'ex marito.
   Siamo andati ad incontrare i due attori in palcoscenico.
   Barbara D'Urso appena concluso l'impegno teatrale interpreterà una nuova fiction, Montesano invece, dopo il flop del suo ultimo "Fantastico", intende godersi appieno questo bel momento, considerato che la Tv continua a riproporre i suoi vecchi film e che nessuna buona nuova proposta gli è stata fatta: "Ora mi sento pronto ad affrontare qualsiasi progetto" dice, "ma sarò molto attento a scegliere, perché in passato ho peccato di eccessiva modestia e fiducia negli altri".

Se l'aspettava questo successo?
   E' una cosa grandissima. In queste proporzioni, sorprendente. Di solito uno si aspetta che le cose gli vadano bene, ma non sempre è così, perché siamo uomini mica caporali, come diceva Totò. Perciò la mattina m'inginocchio, ringrazio il fato e gli dei che mi sono stati propizi, mia mamma, Pietro Garinei... ringrazio tutti. E anche un po' me stesso.

A questo punto della sua carriera cosa significa?
   Questo bel riscontro arriva dopo la mia prima seria difficoltà professionale. Non ne ho mai avute, sono stato molto fortunato e me ne sono accorto dopo. Ho debuttato nei lontani anni Sessanta facendo il cabaret e mi è andato bene, poi ho fatto il cinema, la Tv e il teatro e mi è andata bene. Certo le sconfitte forgiano lo spirito, come si dice, fanno pensare. Questo musical, rappresenta un nuovo inizio. L'Italia è un paese schizofrenico. Un giorno sei un mostro di bravura perché hai incassato cinquanta miliardi, il giorno dopo sbagli un film e sei una "fetecchia".

Il vostro primo incontro con questa commedia?
   Montesano: E' avvenuto grazie a Garinei che aveva pensato di prendere il soggetto e di riadattarlo in musica. Il film l'ho visto due volte, è divertente, gli americani in queste cose sono bravissimi perché non hanno le pruderie che abbiamo noi. Basta pensare a "Tutti pazzi per Mary".
   D'Urso: Io ho visto tre o quattro volte il film con Robin Williams e ogni volta ho pianto come un coccodrillo. Per fortuna i miei figli non se ne sono accorti.

Come vi trovate a lavorare insieme?
   Montesano: Barbara è molto adatta al ruolo e poi è un'attrice che non scopriamo adesso, ha fatto tante cose. Però è al suo debutto in teatro, è stata una prova impegnativa che ha superato brillantemente. Fa una parte difficile, con molto entusiasmo ed energia.
   D'Urso: A dir la verità, in teatro, sette anni fa, avevo già fatto "Appuntamento d'amore" di Aldo De Benedetti. Sono la mio debutto nel musical, che è un'esperienza pazzesca. Sono ancora rintronata, perché il mio fisico deve abituarsi ad un ritmo diverso. Ho dovuto studiare come una pazza le canzoni dello spettacolo, che secondo me il maestro Ferrio ha scritto pensando a Mina. Per quanto riguarda Enrico, mi avevano tutti messo in guardia, dicevano che era un tipo difficile, invece, facendo le corna, abbiamo un rapporto ottimo.

I vostri personaggi vi sono simpatici?
   Montesano: Come si fa ha non avere in simpatia un padre che pur di stare vicino ai figli si traveste da donna? Io lo capisco, uno abituato a vedere i figli tutti i giorni non può adattarsi ad incontrarli una volta la settimana. Maria poi è una donna di una certa età, una zia in disarmo, molto rassicurante. Mi ricorda mia zia Amelia, quando preparava i carciofi fritti e le cotolette era una pacchia. Mi sono inventato questa signora che parla in modo forbito, e mi diverto a notare che il pubblico apprezza termini desueti come "financo".
   D'Urso: Miranda è una donna dura, antipaticissima per tutto il primo tempo. Ma è una che si vede costretta ad affrontare in uomo che non vuole crescere, che non vuole lavorare.

Si parla tanto di "mammi", di padri che prendono aspettative dal lavoro per accudire i figli. Voi ci credete?
   Montesano: Mi sembra giusto che prendano le aspettative, anche se per i liberi professionisti è più difficile. Ma si può rallentare il ritmo di lavoro per stare di più con i figli. Io mi sono sposato molto giovane, e sono uno di quei padri che ha pensato sempre ai suoi figli, anche economicamente. Ma la legge non è uguale per tutti, per alcuni è più uguale.
   D'Urso: La mia esperienza è un po' diversa. Vivo da sola con i miei figli di tredici e undici anni, e devo pensare da sola alle loro esigenze economiche. Come me, fanno tante altre donne. Infatti non conosco direttamente tanti uomini che, riguardo ai figli, si assumono tutte le loro responsabilità.

Le tappe della tournée:

dal 29/12 al 17/1/2000
teatro Alfieri di Torino
dal 19/1 fino al 29/2
teatro Manzoni di Milano
dal 3/3 al 3/4
teatro Augusteo di Napoli

Mariano Sabatini  16 dicembre1999

trucco! Recensione dello spettacolo



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