SEBASTIAN FAULKS, 49 ANNI, INGLESE, AUTORE DI UNA FAMOSA TRILOGIA ambientata in Francia durante la prima e seconda guerra mondiale, è arrivato a Milano per presentare “On green dolphin street”, il suo ultimo libro che prende il titolo da un pezzo jazz di Miles Davis.
La guerra è presente in tutti i suoi libri e in “On green dolphin street” è presente in maniera duplice, perché c’è il timore di una guerra nucleare e il ricordo ancora vivo della seconda guerra mondiale.
Sì. Quando ho iniziato a scrivere libri , alla fine degli anni settanta, mi sono stupito di constatare come il periodo della guerra fosse stato evitato dagli scrittori inglesi.
La mia stessa esperienza di bambino e ragazzo negli anni ‘50 e ‘60 è stata influenzata da quegli eventi e da chi li aveva vissuti in prima persona. Semmai c¹è da domandarsi perché il periodo della guerra manchi negli altri scrittori
Mi sembra che lei abbia un’opinione molto buona delle donne: i suoi personaggi femminili sono sempre persone forti o, almeno, anche se appaiono fragili all’inizio, assumono poi un ruolo sempre più attivo e diventano u sostegno per i loro compagni.
E’ vero per Charlotte Gray (protagonista di La guerra di Charlotte), che si sforza di venire a patti con il suo passato e il suo futuro. Mary è più matura già all’inizio del romanzo, che è più centrato sulle forti passioni, sui sentimenti.
La scelta per lei è sui valori che devono prevalere nel suo conflitto di emozioni. Le donne sono più inclini degli uomini all’autoanalisi, e questo è utile da un punto di vista dello sviluppo drammatico della trama. Continuando con le generalizzazioni, ci sono alcuni aspetti del carattere femminile che mi interessano meno e perciò non ne scrivo.
Leggendo “On green dolphin street” si ha l’impressione che lei ami molto New York.
Sì, mi piace molto. Le città hanno periodi diversi, proprio come le età dell’uomo. Volevo scrivere di New York in quello che penso sia stato il suo periodo migliore e forse l’ho idealizzata.
Il jazz e i party rappresentano invece l’altra realtà, quel lato oscuro della città (apartheid, corruzione) che io ho soltanto suggerito.
Mi ha divertito la frase “Non fare l’italiano. Comportati da uomo!”. Voglio dire, non l’ho trovata affatto offensiva, anzi mi ha fatto piacere. Può spiegarla?
La questione della razza rimane sullo sfondo, ma ha a che fare con la discriminazione negli Stati del Sud.
L’esercito è un luogo di brutalità, di rozzezza, dove i soldati vengono maltrattati. A quel tempo gli italiani erano famosi per la cucina, il canto, l’arte, la mafia, non come soldati. Questo è un insulto per far arrabbiare la recluta.
Ho osservato quanto sia simile l’atmosfera che descrive, le feste, il desiderio di divertirsi e di dimenticare il passato, a quella degli anni ’20, l’età del jazz.
Sì, c’è una certa somiglianza. Siamo dopo la guerra, la gente vuole dimenticare, pensare alla vita. E come poco dopo gli anni 20 c’è stata la Grande Depressione, dopo la Seconda Guerra Mondiale è iniziata la guerra fredda.
Si tratta sì di un mondo frivolo, ma non da condannare. Nel mio romanzo, durante un party, Frank, nonostante i due martini, si chiede quanti uomini abbia ammazzato il cameriere
Perché proprio “On green dolphin street”? A proposito, sono dovuta precipitarmi a comperare immediatamente il CD, mentre leggevo il suo libro: era una colonna sonora perfetta.
Bisogna ascoltare il disco di Miles Davis che contiene questo pezzo: da lì mi è venuta l’ispirazione. E’ stata la mia colonna sonora anche quando viaggiavo in treno, in aereo.
Negli Stati Uniti il titolo On Green Dolphin Street evoca lo spirito più leggero che appare alla superficie del libro, non le cose più oscure e profonde che contiene.
Il film “Charlotte Grey”, tratto dal suo libro, sarà presto sugli schermi: ne è soddisfatto? E’ fedele al testo?
Il film non è molto fedele al romanzo. Nel libro ci sono sei o sette livelli diversi: il film si ferma al primo e cambia anche un po’ la storia. E’ ben girato e anche recitato molto bene: Cate Blanchett e tutta la troupe sono stati bravi. Ma è sempre molto difficile adattare un romanzo al mezzo cinematografico.
Sebastian Faulks, On green dolphin street Marco Tropea Editore, pp.351, Euro 16,80
Altri titoli pubblicati dalla stessa casa editrice:
“Il canto del cielo”
“La ragazza del Lion d’Or”
“La guerra di Charlotte”
Marilia Piccone 16-05-2002