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INTERVISTA A CATHERINE DUNNE
Parla la scrittrice irlandese autrice di 'Una Vita Diversa'
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Catherine Dunne trucco! CATHERINE DUNNE HA L’ARIA DOLCE, CAPELLI FINI E BIONDI, OCCHI CHIARI E UNA SPRUZZATA DI EFELIDI MOLTO IRLANDESE.
   E’ l’autrice di “La metà di niente”, “La moglie che dorme”, “Viaggio verso casa” e dell’appena pubblicato “Una vita diversa”, la storia di cinque donne ambientata a Dublino e Belfast tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900. Mi dice che è da quando aveva dodici anni che scrive.
   Il suo primo libro è stato pubblicato nel 1997. Ha incominciato a scrivere seriamente dopo che le è morto un bambino, il secondogenito. E’ stata come una scrittura terapeutica, come se in qualche modo volesse colmare un vuoto.

Questo è il suo primo libro a non essere ambientato ai nostri tempi. Perché ha scelto di scrivere del passato e perché proprio di quel periodo del passato?

Mia nonna è vissuta all’epoca in cui si svolge la vicenda. E’ stata una specie di archeologia personale, un viaggio immaginario.
   Volevo sapere di più su me stessa e sulla mia famiglia e la vita della mia famiglia. Dovevo per forza andare nel passato per fare questo, ma è stata anche una necessità istintiva, perché il presente si capisce meglio se si conosce il passato.
   E’ un romanzo, l’elemento più importante sono i personaggi, ma non potevo raccontare la storia in maniera veritiera senza mettere a fuoco anche quello che stava accadendo, socialmente e politicamente in quell’epoca. E’ stato un grande privilegio aver potuto passare tre anni a fare ricerche, un’esperienza fantastica immergersi nella storia di 100 anni fa. Mi ha aiutato a capire come è cambiata la vita delle donne, come alcune cose in politica NON sono cambiate, la natura dell’intolleranza religiosa, che non è qualcosa di unicamente irlandese

L’Irlanda è cambiata enormemente negli ultimi dieci anni. Possiamo parlare dei cambiamenti più recenti che riguardano alcuni dei temi che tratta nel suo libro? Per esempio, il controllo delle nascite.

Penso che la questione del controllo delle nascite sia diventata un nodo politico negli anni ’70. In Irlanda, particolarmente subito dopo la nascita della Repubblica, lo Stato era unito indissolubilmente alla Chiesa.
   E poi essere cattolico, allora, era anche una questione di identità nazionale, e non solo di un’identità spirituale. Significava essere irlandesi in opposizione agli inglesi protestanti. Negli anni ’30, ’40 e ’50 la repressione era fortissima. Mi sono sempre chiesta come mia madre, mia nonna, le mie zie abbiano potuto sopravvivere.
   Come in tutte le situazioni estreme, quando il pendolo oscilla nell’altra direzione, si passa ad un altro estremo. La pillola è arrivata alla fine degli anni ’70. Naturalmente veniva prescritta con il pretesto di regolare il ciclo. E’ stato il cambiamento maggiore nella vita delle donne. Purtroppo è ancora molto comune che delle ragazze giovanissime restino incinte, ma succede per altri motivi, perché a quell’età pensano che a loro non debba capitare mai.

L’aborto.

L’aborto è un problema che divide le opinioni in maniera drammatica. Sembra che si debba essere o a favore o contro l’aborto.
   La questione non è così semplice. Nessuno pensa che l’aborto sia una buona cosa. Ma l’Irlanda ha sempre avuto una posizione molto ipocrita. L’aborto non è legalizzato, ad eccezione di alcuni rarissimi casi: la realtà è che 25.000 donne vanno ogni anno in Inghilterra per abortire.

Le donne e il lavoro.

La maggior parte delle donne lavora fuori casa. Dagli anni ’70 un numero sempre maggiore di donne ha potuto frequentare l’Università e adesso sono alla pari con gli uomini. Gli stipendi sono uguali per posizioni di lavoro uguali.

'Una vita diversa' si svolge tra Dublino e Belfast. Il marito di Hannah è coinvolto attivamente in politica. Mary e Cecilia sono vittime di una sommossa anti-cattolica. Com’è la situazione, adesso, nella Repubblica e nell’Ulster?

In passato lo sforzo degli irlandesi era teso a cercare di capire quello che erano, definendo quello che NON erano, volevano avere un’identità nazionale distinta da quella inglese. Il grande cambiamento è venuto quando l’Irlanda è entrata nella comunità Europea.
   Adesso l’Irlanda si identifica soprattutto con l’Europa. Gli irlandesi guardano in avanti, guardano all’estero. Per quello che riguarda la situazione politica, sono stati fatti degli enormi progressi. Per ogni passo in avanti, c’è un’enorme quantità di lavoro dietro le scene. C’è la volontà di cambiamenti.
   Il problema nell’Ulster è quello di pregiudizi profondamente radicati tra le due comunità. Il fatto è che una delle due comunità sembra avere tutti i privilegi ed essere sostenuta dal potere, e a questo punto il pregiudizio assume tutta un’altra connotazione.Per secoli i cattolici sono stati considerati inferiori. Una delle cose che ho messo in luce nel mio romanzo e che ho trovato facendo le ricerche è la situazione paradossale delle lavoratrici negli opifici, divise dagli odi religiosi invece di essere unite contro le condizioni insopportabili del lavoro.

La storia inizia nel 1886, perciò almeno la generazione del nonno delle ragazze doveva aver vissuto negli anni tremendi della carestia e, tuttavia, nessun personaggio ne parla.

La carestia seguita al mancato raccolto della patata per anni di seguito riguardò soprattutto l’Irlanda rurale. Non avrebbe toccato un impiegato dello stato come è il padre delle ragazze nel romanzo. E soprattutto l’area nord-orientale venne risparmiata.
   Anzi, molti poveracci che volevano emigrare in Scozia si fermarono a vivere nell’Ulster invece di imbarcarsi, perché lì c’era lavoro. La conseguenza fu che il numero dei cattolici aumentò enormemente, squilibrando la proporzione tra cattolici e protestanti.

Il diario di Eleanor che si trasforma in una specie di lunga lettera alla sua compagna è un espediente letterario molto interessante. E’ il 1906 – in che termini si poteva parlare di omosessualità femminile, circa dieci anni dopo la condanna di Oscar Wilde a due anni di lavori forzati per omosessualità?

Questa è stata una parte interessantissima della ricerca. Il rapporto fra le donne veniva interpretato come un’amicizia romantica. Nessuno avrebbe pensato che le donne potessero avere una relazione di tipo sessuale. Non c’erano neppure parole per quello. Era semplicemente inaccettabile. Per questo ho lasciato il rapporto tra Eleanor e la sua compagna ambiguo.

Quali sono i suoi scrittori preferiti?

C’è una scrittrice a cui devo molto, non è irlandese, Margaret Atwood. Leggere Margaret Atwood mi ha fatto capire di che cosa è possibile scrivere, mi ha rivelato nuove possibilità. Tra gli scrittori irlandesi, è difficile dire. Roddy Doyle, John McGahern, William Trevor.

Catherine Dunne, Una vita diversa, Ed. Guanda, pp.392, Euro 15,00

Marilia Piccone  23-05-2002

trucco! La recensione di Una Vita Diversa di Catherine Dunne

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