DICIAMO "SICILIA, GIALLO" E PENSIAMO A CAMILLERI, "SARDEGNA, GIALLO" E PENSIAMO A MARCELLO FOIS. Con le dovute differenze, prima fra tutte l' ambientazione, interamente immaginaria quella di Camilleri, costruita su Nuoro, dove è nato, quella di Fois. "L' altro mondo" è il terzo romanzo di una serie ambientata a fine '800 che Marcello Fois ha pubblicato per la casa editrice Frassinelli.
"L'altro mondo" è il terzo romanzo di una quadrilogia che ha l'avvocato-poeta Bustianu come protagonista. Sappiamo che c'è un personaggio vero dietro Bustianu: perché questa scelta?
Perché Sebastiano Satta ( nato a Nuoro 1867 e morto nel 1914) è stato un personaggio migliore di quanto io avrei potuto inventare. Un rappresentante positivo di quella sardità che spesso viene giudicata solo folkloristicamente.
Anche il bandito Dionigi Mariani è veramente esistito?
Si, esattamente come descritto: era un dandy, sanguinario, intelligente, acuto, delinquente.
Il romanzo è ambientato alla fine dell' '800, ma mi sembra che ci siano forti analogie con questi anni di inizio del 2000.
Le sembra bene. Il 1899 è stato per l’Italia una stagione fotocopia rispetto a quella che stiamo vivendo: un governo di destra, un primo ministro imprenditore (proprietario, tra l’altro, di testate giornalistiche), leggi speciali, tentazioni di presidenzialismo, proteste sociali forti.
Ne "L' altro mondo" sono citati due personaggi realmente esistiti, il ministro Pelloux e Pais Serra.
Sono il primo ministro di cui sopra e un deputato della sinistra a cui Crispi aveva affidato un’indagine conoscitiva dello stato dell’economia in Sardegna. Quella stessa indagine, nelle mani del governo Pelloux divenne la causa della promulgazione delle leggi speciali contro il banditismo in Sardegna e in Barbagia in particolare.
E poi si ricorda la sconfitta di Adua.
Il governo italiano nel caso della campagna d’Africa ebbe atteggiamenti molto simili a quelli che, anni dopo ebbe nei confronti della prima guerra mondiale, e attualmente nei confronti della guerra in Yugoslavia o in Afghanistan.
La sconfitta di Adua segnò la fine della sinistra di Crispi al governo, come la guerra del Kossovo segnò la crisi del governo D’Alema. Cambiano i fatti, ma il carattere del nostro popolo resta drammaticamente uguale.
Come si spiega il fenomeno del brigantaggio sardo?
Con una concomitanza di fatti, di tensioni e di responsabilità reciproche. L’Italia ha avuto nei confronti della Sardegna un rapporto di sfruttamento a tratti insostenibile, che è durato per molti secoli. L’unità nazionale non ha cambiato nella sostanza questo rapporto che prosegue tutt’ora, soprattutto grazie alla complicità di quei sardi che avrebbero il compito di mediare e non lo fanno.
Il banditismo si iscrive in questa situazione. Sono contrario a qualunque apologia di chi si fa giustizia da solo, ma bisogna tenere a mente che, alla domanda di partecipazione nel processo unitario, ai sardi si è sempre risposto con le armi. E comunque vorrei ricordare che ad un numero relativamente esiguo di banditi, certo più letterari e più interessanti per la stampa, rispondono le centinaia di migliaia di sardi vittime di tutte le guerre, anche le più recenti. Com’è che di questi non si parla mai?
Questo romanzo è interamente percorso dal vento, mi ha fatto pensare al vento che sospinge le anime dei dannati.
Certo è una citazione dantesca, ma come evitarlo? Non è la prima che percorre questo romanzo. Proprio l’incipit è la preparazione ad un viaggio negli Inferi che un uomo di trentatré anni compie assistito da una guida esperta del luogo.
E poi il vento è endemico della mia terra, fa parte della mia formazione e della mia visione del mondo.
L' uso della lingua sarda - bellissimo e giustamente calibrato - richiama l' uso del dialetto siciliano da parte di Camilleri.
No. Camilleri ha un progetto linguistico completamente diverso. Fa qualcosa di più complesso di quanto faccia io che mi limito a ricorrere alla mia lingua madre tutte le volte che non trovo un corrispondente in italiano. Camilleri ha prodotto una lingua nuova, un super siciliano, qualcosa che io non sarei mai in grado di fare col sardo.
Lei vive a Bologna, ma in ogni sua pagina si sente l' amore per la sua terra - mi sembra una figura di scrittore in esilio.
Si può essere innamorati della propria terra senza per questo sentirsi in esilio. Io vivo a mezz’aria tra il mondo e la Sardegna, l’unica patria che ho e che non ho mai abbandonato.
Marcello Fois, L'altro mondo Ed. Frassinelli, pp.199, Euro 12.00
Marilia Piccone 30-11-2002