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INTERVISTA A CHRISTINE GRAEN
Parla l'autrice di 'Bastarda'
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Christine Graen trucco! CHRISTINE GRAEN È NATA A GRAZ, IN AUSTRIA, E VIVE A MONACO DI BAVIERA. NON SI FA PROBLEMI A DIRE LA SUA ETÀ, INTANTO SEMBRA MOLTO PIÙ GIOVANE.
   E sembra anche decisa, determinata. Aperta e simpatica. Iniziamo a farle una domanda d' obbligo, per sapere di più su di lei.

"Bastarda" non è il suo primo libro: come ha iniziato a scrivere?
Ho iniziato a scrivere in Africa vent' anni fa - avevo 30 anni. Sono una giornalista e ho iniziato scrivendo thriller, perché è un genere di narrativa più facile. Ho creato un personaggio di detective donna che è molto conosciuta in Germania, anche perché c'è una serie televisiva che è stata tratta dai libri. Ho scritto 9 gialli che hanno per protagonista questo detective che si chiama Anna Marx e che mi ha reso famosa. Poi mi sono stancata di lei. Non si può usare per sempre lo stesso personaggio. Ho cambiato editore e ho iniziato a scrivere romanzi. Prima di "Bastarda" ho scritto altri 5 romanzi.

Gli ingredienti del suo romanzo sono quelli dei vecchi romanzi rosa: c' è l' amore, c'è il tradimento, c' è persino l' affascinante pilota, una specie di Principe Azzuro che si paragona al Piccolo Principe. Eppure lei dà un tocco interamente nuovo a questa storia.
Sì, la trama di "Bastarda" è basata sull'eterna storia d'amore, ma quello che ho trovato interessante è stata la diversa angolazione, il coinvolgere tre persone, ognuna delle quali dicesse il suo punto di vista, e ognuno ha ragione, perché quando si è innamorati si ha sempre ragione.
   E' una storia di amore e tradimento da tre punti di vista diversi. Perché nella vita succede così. Lo stile ironico che caratterizza il libro viene con l' età. Cinici si diventa. Non avrei mai potuto scrivere questo libro a trent' anni.

L'amore: è ancora vero - come diceva Byron - che l' amore è tutto nella vita di una donna, mentre è solo una parte della vita di un uomo?
E' vero, l' amore non significa molto per gli uomini. In fin dei conti gli uomini sono più intelligenti, vivono in maniera più egoista, riescono a gestire carriera, famiglia, amici, possono lasciare la moglie quando si trovano una donna più giovane.
   Le donne sono prese nella trappola dei figli, del cercare di tenere la famiglia unita. La nuova generazione è diversa, come Marie, in "Bastarda". Le donne della nuova generazione vogliono la carriera e usano gli uomini, proprio come gli uomini hanno sempre fatto con le donne. Solo che, magari, poi si innamorano, come Marie...

Marie non è un personaggio simpatico eppure non possiamo fare a meno di ammirarla.
Marie non è modesta, Marie vuole tutto, questo è quello che io ho ammirato in lei. Marie è il fuoco, la amiamo perché è forte, non accetta compromessi. Il male è sempre più affascinante del bene. Una parte di noi vorrebbe essere Marie. Peccato che io abbia troppi scrupoli per essere aggressiva come Marie.

I personaggi maschili del suo libro sono tutti negativi, dall' uomo d'affari Max, al debole Leon, all'alcolizzato Eckhardt, al vigliacco Conrad.
Eckhardt mi è simpatico perché è un perdente. Nessuno vorrebbe un uomo così nella vita vera. A me piacciono i perdenti se hanno stile. Quello che nel libro viene fuori sugli uomini è la mia esperienza - sono stata sposata tre volte.
   Le donne e gli uomini non sono compatibili. Sono così diversi nei sentimenti, nel modo di pensare e di far progetti. No, non penso possa funzionare.

Sophie resta incinta a 15 anni - sono un problema diffuso in Germania, le gravidanze tra le giovanissime?
E' un grosso problema. Oggigiorno, con i computer e la televisione, i genitori suppongono che i figli sappiano tutto, ma non è vero. E' solo una conoscenza superficiale. Ho una figlia di 11 anni, parlava di preservativi, poi è venuto fuori che non sapeva che cosa fossero e gliel' ho spiegato.
   Ecco, molti genitori pensano che i ragazzi sappiano, ma è un errore. Il fatto è che iniziano a fare esperienze sessuali così presto, anche a 13 anni. La mia generazione iniziava più tardi, a 18 anni, perché avevamo paura, non c' era la pillola. In ogni modo penso che la responsabilità sia dei genitori: molti figli crescono con madri single che lavorano e non hanno tempo per parlare.

Anne cita spesso Shakespeare e ci sono ovunque tracce di Shakespeare: dall' aereo di Leon, che si chiama Learjet, al tema dei bastardi e della loro volontà di farsi avanti nella vita, come in "Re Lear".
Mi piace avere un motivo conduttore. Nel mio romanzo "Die Hochstaplerin" è Brecht; nell' ultimissimo che ho scritto, "Villa Freud", è Freud naturalmente; qui è Shakespeare, perché amo Shakespeare, perché Shakespeare ha detto tutto, ci sono tutti i sentimenti umani nelle sue opere.

C' è un altro leitmotiv - quello del fuoco. In un certo senso potremmo dire che il libro inizia e finisce nel fuoco.
Il fuoco: è una metafora che mi affascinava. Marie è quel fuoco, mentre Anne è l' acqua, nuota nella vita, che è una maniera per evitare scontri. E infatti è l'unica che sopravvive: forse quello è l'unico modo per sopravvivere nella vita.
   Quando ho scritto il prologo non sapevo ancora che fine avrebbero fatto i miei personaggi. Un libro cresce così, diventiamo noi stessi parte della storia che scriviamo. Leon meritava di morire, perché è un debole fra le due donne. Ma lei, Marie, perché doveva morire? Forse ho fatto male a farla morire, forse sono una moralista.

Christine Graen, Bastarda, Ed. Neri Pozza, pp.268, Euro 15,50

Marilia Piccone  08-12-2002

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