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INTERVISTA A BENJAMIN ANASTAS
Parla l'autore di Diario di un Inconcludente
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Benjamin Anastas trucco! BENJAMIN ANASTAS, AMERICANO, 33 ANNI, UN COGNOME GRECO, UN NONNO DI PRAGA, ABITA IN TOSCANA DA PIÙ DI UN ANNO.
   Parliamo con lui del suo primo romanzo, questa apologia dello sfigato che è " Diario di un inconcludente".
Perché ha scelto, come personaggio principale, un eroe anticonvenzionale, un antieroe che è un eroe ribelle che rifiuta di conformarsi?
Volevo scrivere dell' esperienza dell' essere gemelli - io ho una sorella gemella - perché è qualcosa di molto particolare. Ho pensato a dei gemelli con un destino diverso, uno che ha successo e uno che non ne ha per sua propria scelta, sviluppando il suo carattere in una certa maniera. Questo fa di William un antieroe in opposizione a suo fratello che è un eroe tradizionale.
   D'altra parte c' è tutta una tradizione, nella nostra letteratura, di romanzi e racconti che trattano del lato nascosto e oscuro del successo americano, di persone che non si conformano. L' esempio migliore è quello di "Bartleby lo scrivano", che, con il suo "preferirei non farlo", parla per tutti quelli che scelgono di non fare quello che dovrebbero fare.

In maniera buffa e ironica lei attacca la maggior parte dei modelli americani, ad iniziare dalle direttive leggendarie del dottor Spock su come allevare i bambini.
C' è nel romanzo un filone satirico, anche se non è la satira tradizionale che sminuisce il soggetto. La mia è una satira più affettuosa, focalizzata su una generazione nata alla fine degli anni '30, quelli che dovevano essere conosciuti come i "figli dei fiori".   E poi questo è l'ambiente da cui provengo io, i miei genitori appartengono a questa generazione, e così erano pure i nostri vicini di casa, condividevano tutti gli stessi valori.
   Naturalmente uno dei motivi per cui il libro è buffo è che io sottolineo gli eccessi di queste tendenze, così, ad esempio, la regola secondo cui tutti i bambini dovevano essere sanissimi se venivano cresciuti in una certa maniera - e William è sempre ammalato.   Io rispetto questi valori e rispetto i genitori che hanno fatto queste scelte, anche se ciò non significa che siano perfetti e che debbano essere idealizzati.

Alla psicanalisi.
Mi sono interessato molto di psicanalisi in un periodo prima di scrivere questo libro. In America molti bambini vengono mandati in analisi. Io stesso da bambino sono andato dallo psicanalista, anzi, tutta la mia famiglia era in terapia, per affrontare il trauma della separazione dei miei genitori. La posizione di William è molto antagonista nei confronti della psicanalisi.

Alla libertà dai tabù riguardanti il sesso.
Questa è una delle differenze tra l' America e l' Italia, forse per l' influenza del cattolicesimo. Fin da giovanissimo William viene incoraggiato ad esprimersi sessualmente, a non pensare che sia male o pericoloso, ma che è semplicemente un altro elemento della sua vita.   Lui si ribella, come fanno tutti gli adolescenti, scegliendo l' esatto opposto, stabilendo dei limiti per se stesso.

Ai rapporti tra genitori e figli.
I genitori del libro sono frustrati nei loro ideali perché non possono essere autoritari come vorrebbero senza essere ipocriti. William e Clive lo capiscono e afferrano l'opportunità per diventare molto indipendenti fin da ragazzini. In un certo senso William deve il suo grande successo di inconcludente al fatto che i suoi genitori lo hanno incoraggiato ad essere diverso.

Al mito del successo.
William impersona l'opposto del mito del successo. Per quanto il libero mercato in America cerchi di instillare nella gente i suoi valori attraverso i suoi modelli, la pubblicità, i programmi scolastici, ci sono sempre persone che non sono soddisfatte dei valori che hanno ereditato e vogliono vivere diversamente.

Nonostante tutto Clive è un personaggio simpatico.
Sì, Clive è veramente simpatico. E' l'unico che capisce William, è generoso, paziente. Ammira William più di quanto William possa credere. Clive ha un gran cuore, non giudica, non è difficile stare con lui. E poi, forse, Clive è così generoso con il suo gemello perchè sa che non ha un rivale in lui.

Un bel successo per un inconcludente, scrivere un libro.
Sì e no. Il libro di William non è finito. Si interrompe, ma non finisce. E manca tutto quello che ci si aspetterebbe in un normale romanzo con un protagonista che cresce.
   Non sappiamo che ne sarà di William. Possiamo immaginare qualunque futuro per lui.

Ha scritto altri libri o sta lavorando a qualcos' altro?
Ho già pubblicato un secondo romanzo, "Il fedele racconto della scomparsa di un pastore", una rivisitazione moderna de "La lettera scarlatta" che sottolinea i cambiamenti nella società americana dai tempi di Hawthorne. E sto scrivendo un terzo libro, ambientato a Praga e in Austria. Perché Praga? Perché è un libro sulla vita del mio nonno materno che è nato a Praga.

Benjamin Anastas, Diario di un inconcludente, Ed. Neri Pozza, pp.172, Euro 14,00

Marilia Piccone  20-09-2002

trucco! La recensione di 'Diario di un inconcludente'

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