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I tuoi prossimi progetti di lavoro?
Mi auguro di fare un altro anno al "Bagaglino" perché... alla fine molli le armi e dici che hai vinto, però questo lo fai tra te e te, perché comunque ce l'hai messa tutta, sia andata come è andata, piaciuta o non piaciuta, quindi non ti volti indietro e dici: ah però potevo dare ancora di più.
No, io no. Quello che potevo dare l'ho dato. Al Bagaglino, a livello umano, ho riscoperto dei sentimenti che erano congelati in me da anni. C'è stato un periodo in cui non riuscivo più a provare sentimenti e soprattutto interessi verso il prossimo e avevo un po' congelato anche quello che ero io. Non mi concedevo, ogni cosa mi sembrava già vissuta, già sentita, già fatta. Invece mi sono ritrovata in un ambiente ricco di calore, di affetto, dove ognuno si dava in maniera particolare e diversa e... È stato un "dramma" quando è finito, sembravo come caduta nel lutto. Con giornate frenetiche come quelle, con sentimenti ed amicizie fortissime tutte cessate di colpo, è stata una vera botta, la paura di ricongelarti si rifà viva. Ci si dice sempre: ci vediamo, ci sentiamo, ma... quando i riflettori si spengono, sì, ti puoi vedere ogni tanto, ma la vita di ognuno di noi va avanti, ognuno per la sua strada e ci si perde. Quindi per questa serie di motivi mi piacerebbe tornare al Bagaglino, e comunque fare una serie di scelte giuste, perché credo che ci voglia educazione per chi si presenta per la prima volta in televisione, io rispetto molto le persone.
Il più delle volte vedi gente nuova che ha avuto successo con un programma e poi la trovi ovunque. No, non è il mio caso. Comunque credo di avere una buona stella che mi guarda, perché se ho aspettato tanto ed ho lavorato tanto, alla fine qualcosa è arrivato, e non credo che se ne andrà con un niente.
La mia vita fino ad oggi è stata un po' tutta magica, nel bello e nel brutto. Perciò io aspetto la cosa giusta, quella che mi piace fare; ora la cosa bella è che posso scegliere di più, mentre prima, quando non ero ancora nessuno, ero in coda nei provini, ero trattata come l'ultima arrivata. Adesso ho un occhio in più di riguardo ma tutto grazie a me, alla mia forza di volontà.
Show girl, il sogno di tantissime. Cosa c'è dietro a questo lavoro, quali consigli ti senti di dare alle giovanissime?
Di aspettare il momento in cui sono pronte per fare certe cose.
A me per esempio il Bagaglino era stato offerto dieci anni fa, con la possibilità di diventare prima donna. Feci l'audizione ma ci andai con la testa chinata e con le gambe tutte "storte" perché non mi andava neanche un po', perché non ero pronta, non ero proprio donna, quindi non potevo assolutamente e... Molto spesso le ragazze hanno paura di perdere il primo treno e quindi ci si buttano su subito, senza sapere neanche dove le porta, ed inevitabilmente scendono da qualche parte senza poi sapere dove andare.
Quante ne vediamo che iniziano... salgono sul palcoscenico, non sanno muoversi e poi si bruciano, spariscono. Per quello dico che bisogna fare scelte giuste, bisogna farsi guidare bene, ci vuole una mente che ragioni per te, che ti faccia fare un percorso che sia quello giusto, che soprattutto duri nel tempo, dove comunque tu devi studiare e impegnarti perché... la Carrà è il massimo degli esempi. Mi ricordo che disse: ragazze che volete fare questo lavoro, piuttosto che andare sempre ospiti in trasmissioni per farvi vedere a destra e a sinistra, andate a studiare, studiate canto, recitazione, ballo, che poi vi servirà di più sicuramente. Quindi questa mania di apparire a tutti i costi non mi appartiene assolutamente. Non bisogna avere questa fretta, questa smania, questo presenzialismo, anche perché poi alla fine secondo me dai anche la nausea alle persone.
Quanti compromessi ci sono da accettare nel tuo lavoro?
Guarda, io sono stata fortunata perché assolutamente non ho mai dovuto scendere a "certi" compromessi. Però penso che per chi non riesce a trovare un lavoro sia un alibi, dice: sai, non lavoro perché io non cedo a compromessi. È un alibi per mascherare questo non lavorare. Certo, i compromessi ci sono perché il male c'è dappertutto ma... Penso che ciò ci sia anche negli uffici per fare carriera, dove ti arriva il direttore e ti dice: senti ti faccio guadagnare mezzo milione in più però tu devi essere carina con me. Credo che in tutti gli ambienti ci sia una sorta di compromesso, però quando c'è del marcio, quando ci sono dei personaggi comunque squallidi, soprattutto quando non sai fare nulla e vedi queste persone che lavorano ti domandi: ma come mai questa lavora? In questi casi è facile pensare al fatto che ci siano stati dei compromessi.
Amicizia, amore, bellezza e lavoro. Dai una tua definizione per ognuna di queste parole.
La mia idea di Amicizia cambia anno per anno. Prima ci credevo di più, poi c'è stato un momento in cui non ci ho creduto per niente. Basta una delusione e ti senti solo al mondo, poi ti appassioni a delle conoscenze nuove e allora ti si riapre di nuovo il mondo dell'amicizia che comunque è bello perché... se diventi amica di qualcuno c'è una sorta di innamoramento, ti piacerebbe essere come lei o come lui, quindi la stimi, prendi e rompi qualche cosa della personalità dell'altro. L'amicizia intesa come amicizia ha bisogno di prove, altrimenti sarebbe troppo facile. Non si può parlare di amicizia, come non si può parlare di amore se non sono messi a "dura" prova. Più cresco e più ho meno amicizie, quelle vere. Io sono una persona difficilissima ad innamorarsi. Io vorrei una persona che fosse un po' originale, quello che mi spaventa è sempre la banalità, sentire sempre le stesse cose, anche quando fai una nuova conoscenza, devi sempre percorrere gli stessi argomenti, farti capire, conoscere l'altro... non c'è mai niente di originale.
Quando trovo qualcuno che non sia tanto bello, che non sia ricco, beh, deve farmi sentire in un certo modo, allora lì potrei innamorarmi. Però bisogna vedere se poi dura questo amore. Io ho sempre avuto storie molto lunghe che spesso non ho finite per non affrontare il problema, e comunque io convivo sempre con dei grossi sensi di colpa, non so perché... Vorrei credere all'amore per sempre. Secondo me da qualche parte c'è per ognuno di noi, il problema è trovarlo. La bellezza, purtroppo, sta diventando una malattia per tutti, è una mania. Il concetto della bellezza è sempre più esasperante, sempre più modelli assurdi a cui arrivare. Un tempo c'era la bellezza della Mangano, una bellezza più "terrena", più donna, più carnosa. Adesso ci sono modelli che ti portano all'anoressia, ti portano a crisi esistenziali. Sono molto contenta quando Paola e Chiara o Ambra diventano i nuovi idoli delle ragazzine perché sono più normali, più "sane". In questo momento la bellezza è troppo importante, parliamoci chiaro... Io sono una che non crede di essere bella, assolutamente. Me lo possono dire cento uomini, mille uomini... io non mi troverò mai bella, è più forte di me. Siamo talmente fragili in fondo... Ammiro molto le mie amiche brutte che si sentono belle e che stanno bene con se stesse. Il lavoro è quella cosa che alla fine ti fa stare bene. È la cosa che ti appaga di più, sai l'amore... Io ho tutto un concetto strano: l'uomo ti ama finchè sei efficiente, hai ogni tanto le tue crisi così lui ti può consolare sentendosi utile, e quindi è pronto ad amarti. Invece, quando la donna inizia ad essere insicura, si sente brutta, si sente frustrata, ha bisogno tutto d'un tratto di essere amata e aiutata, in quel momento l'uomo non c'è mai o comunque si allontana. Diciamo quindi che il lavoro dà la forza ad ognuno di noi per superare le frustrazioni, il lavoro è dove tu sei stimata, dove tu vai bene, dove tu ti crei il tuo mondo al di fuori dell'amicizia, dell'amore, comunque il tuo piccolo universo da gestire e... Ti può succedere tutto ma tu comunque hai il tuo lavoro. Poi il lavoro è denaro. Io mi sono autoviziata, e per vivere nel modo in cui mi piace, bisogna assolutamente lavorare. Io non ho mai chiesto regali od altro agli uomini, a nessuno, ho sempre lavorato sodo. (continua)
Domenico Pacifico 06 aprile 1998
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