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SESSO SICURO... COSA SIGNIFICA?

creato da La redazione ultima modifica 23/11/2012 12:30
Non solo condom

Il concetto "di sesso sicuro" presuppone l'esistenza del concetto opposto di "sesso a rischio". Ma da quale punto di vista il sesso può essere pericoloso?
Spesso la sessualità è semplicemente agita, non vissuta e questo impedisce di considerare gli aspetti di rischio ad essa connessi.
La sicurezza nel sesso dovrebbe derivare innanzitutto dal fatto che si fa l'amore perché lo si vuole veramente fare, con la persona con cui si è deciso d'intrattenere una relazione affettiva. Si presuppone quindi di condividere con quella persona il desiderio di vivere insieme quei momenti importanti , estremamente intimi, di gioia e piacere che si provano anche facendo sesso.


Purtroppo capita che non sempre le situazioni siano chiare, idilliache e sicure. Non sempre il nostro agire risponde ad una logica di scelta razionale così come spesso diamo più ascolto all'altro che a noi stessi; d'altronde anche i valori culturali cambiano e noi con loro, così come a volte capita che ci si metta in contrapposizione, in posizione di sfida di questi. Tutto ciò ci riporta ad una condizione di rischio e comunque di disagio psicofisico.
Pensiamo infatti che i rischi connessi all'agire sessuale non siano solo quelli relativi ad un concepimento indesiderato o al contrarre una malattia sessualmente trasmessa, ma che molto danno possono fare all'individuo anche quei rapporti sessuali nei quali la componente affettiva e quella fisica siano troppo separate.
Il rischio è infatti quello di aderire ad una visione della vita troppo meccanicistica, di freddo uso e consumo di sé e dell'altro. Questo non può non avere ricadute sullo sviluppo emozionale dei giovani già fin troppo preda di un ritmo di vita frenetico, dominato dalla logica della competizione, della prevaricazione, del consumismo, dell'individualismo sfrenato. Non può esserci una sessualità serena al di fuori di un rapporto di conoscenza di sé e dell'altro, di rispetto reciproco di tale conoscenza.


Nella sessualità umana gli aspetti del piacere, della relazione e della procreazione si intrecciano tra loro in modo inestricabile. Ciò nonostante, è possibile porsi di fronte all'atto sessuale in modo consapevole di quelli che sono i bisogni di ciascuno, di quelli che sono i possibili passi in una posizione di rispetto dei valori e delle esigenze connesse alle varie fasi della vita che ciascuno sta attraversando.

 

Per controllare la valenza procreativa della sessualità già da millenni l'uomo utilizza metodi contraccettivi più o meno validi. La ricerca scientifica in questo campo ha dato risultati molto validi sul piano dell'efficacia contraccettiva al punto che oggi la gravidanza non può essere più un evento ineluttabile da accettare passivamente.
Ciò nonostante, spesso capita che la gravidanza sia inconsciamente ricercata come tentativo di colmare un vuoto esistenziale o il modo per confermare una propria capacità procreativa; a volte diventa il modo per affermare il proprio ingresso nel mondo "adulto".


Spesso si respira una cultura diffusa che vede in modo separato e diverso il momento dell'agito sessuale, lo stato di gravidanza da quello che da essa consegue: il figlio. Si hanno percezioni distinte e non sovrapponibili all'interno di un continuum naturalmente dato dell'atto sessuale a sé, del momento del concepimento, del percorso gestazionale e dell'esito di tale processo, la nascita di un nuovo individuo diverso da sé.
Per altro è ancora molto radicata la credenza che al primo rapporto non può succedere nulla e soprattutto si tende a pensare che a noi non può succedere. Questo è tanto più valido quanto più siamo giovani e "invincibili".


Lo stesso discorso potrebbe essere fatto per le malattie sessualmente trasmesse (MST) che sicuramente sono legate anche ad una condizione di vita particolare, ma possono comunque essere contratte già nel corso dei primi rapporti, quando ancora l'agito sessuale non è inserito all'interno di una scelta di vita a due, ma risponde più al bisogno di conoscere se stessi anche in termini di potenzialità seduttive.
Riteniamo che la conoscenza rivesta una funzione determinante nell'orientare le esperienze verso canali più sicuri e rispettosi di sé e dell'altro. Conoscere i metodi contraccettivi e mettere in atto strategie per prevenire le malattie sessualmente trasmesse può essere di aiuto nel far vivere la sessualità in maniera più sicura e consapevole.

Analizziamo quindi le metodiche di prevenzione di una gravidanza, cioè quali caratteristiche devono avere i contraccettivi per essere accettabili il più possibile, pur consapevoli che non basta il sapere per orientare l'agire.

 

La contraccezione, che ha lo scopo di controllare la fecondità evitando il concepimento, deve possedere alcuni requisiti fondamentali:

  • essere innocua , cioè non deve arrecare danni all'organismo
  • essere efficace, cioè prevenire in maniera sicura il concepimento
  • essere accettabile nel senso di una facilità d'uso senza interferenza con l'attività sessuale e i valori ad essa connessi
  • essere reversibile e quindi in grado di ripristinare la fecondità alla sospensione del trattamento.

La scelta del metodo più idoneo dovrebbe essere il frutto di una decisione della coppia, dopo una attenta valutazione dei metodi che la scienza ha messo a disposizione nel corso degli anni, dei loro vantaggi e degli eventuali inconvenienti, ricorrendo comunque sempre al consiglio del medico.

Leggi la FAQ relativa a I PIÙ COMUNI METODI CONTRACCETTIVI

Dr.ssa M. Luisa Andreghetti
Psicologa del Consultorio Giovani
A.USL di Ravenna