
Gentile redazione, Le scrivo per cercare un aiuto nella risoluzione del mio problema; Le spiego in breve che la mia ragazza (17 anni a maggio) è fortemente sottomessa alla volontà della madre, è lei che decide per le sorti della figlia, in tutto e per tutto, sia da ciò che deve mangiare fino a come deve comportarsi con me.
Più volte ci è capitato di trovarci soli, in svariati luoghi e situazioni, e come una qualsiasi coppia normale (stiamo insieme da più di un anno e mezzo) abbiamo provato ad entrare un po' più in itimità...
All'inizio tutto normale, ma poi ci è capitato di desiderare qualcos'altro della semplice intimità, allorchè vengo a sapere che la mia ragazza è stata inibita dalla madre a qualsiasi forma di sessualità; La prima persona a soffrirci è lei!
Io mi sento molto in imbarazzo in quanto non voglio assolutamente intromettermi nel rapporto tra madre e figlia, ma molte volte abbiamo parlato dell'argomento sesso e io non sapevo cosa dirle.... Lei è fermamente convinta di volerlo, ma allo stesso tempo le risuonano in testa le parole della madre "non prima del matrimonio... mica vorrai deludere tua madre???".
La sua condizione di dualismo consiste nel non voler deludere la madre, e nel non voler pentirsi di non aver vissuto la sua vita come meglio credeva, perdendo un'opportunità a lei molto cara...
Io non so davvero cosa fare.. abbiamo provato a ragionare insieme, e per ora l'unica soluzione che abbiamo trovato è quella di convogliare un dialogo tra madre e figlia sull'argomento sesso, e capire i motivi secondo i quali la madre ha detto quelle parole... se come pensa la figlia, ovvero dette per evitare problemi e dicerie nella loro famiglia (a mio avviso datata 1200) oppure semplicemente per vedere la figlia sull'altare degna del suo vestito bianco...
Caro Gix Sentiamo il bisogno di dare a TE il primo consiglio di questa mail: attento a non cambiare ruolo nel rapporto con la tua partner, tu sei il suo uomo (almeno per adesso), le vuoi bene, di quel bene che si può volere alla propria ragazza.
Quindi attento a non uscire da questa posizione e rischiare di fare il suo "operatore" (educatore, psicologo, confessore?). Il problema, fino a prova contraria è anche tuo, perchè lei risulta essere "ambivalente" (vorrebbe e non vorrebbe) proprio con te.
Detto questo, e grazie alla tua descrizione precisa ed attenta, possiamo dire che per la tua ragazza potrebbe essere di giovamento un consulto con uno psicologo per i seguenti motivi:
1) cercare di elaborare, in meglio per sé stessa, il rapporto con la madre che, a quanto descrivi, sembrerebbe essere talmente esigente (per carità, in buona fede!) da creare qualche difficoltà al processo di autonomizzazione della figlia;
2) risolvere la propria ambivalenza sulla decisione dei rapporti prima del matrimonio, cercando di arrivare ESSA STESSA alla decisione se farlo o non farlo e quindi operare una scelta indipendente e convinta.
A presto,
LUCIANO GAETANI - Psicologo psicoterapeuta
SPAZIO GIOVANI - MODENA
03 luglio 2002
|