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17.03.2007
Fernando Bassoli

PENSIERI CRUDELI, UGO RICCARELLI

Una raccolta di racconti di Riccarelli


La copertina
L’uomo sociale è formato da regole precise che vanno studiate, conosciute e applicate.
È un’osservazione incidentale espressa da un personaggio di questo libro, esattamente il Professore del racconto d’apertura (Con).
   Ed è indubbio che sapere la vita umana riconducibile a leggi positive – matematiche, dunque ripetibili e dimostrabili - svolge la rassicurante funzione di configurare in qualche misura controllabile il nostro destino, di per se misero ed oggettivamente complicato, in un mondo dove l’imprevedibile è divenuto regola e l’anticonformismo normalità.
   Naturalmente quella di poter esercitare una sorta di controllo è mera ilusione, per quanto diffusa.
   Quando però accade che il pensiero – quanto di più immateriale esiste in natura – manifesti in concreto le sue premesse più… crude (e per l’appunto crudeli) ecco vacillare ogni capisaldo e nascere il dubbio, quel dubbio che mette in croce ognuno e disturba il sonno dei benpensanti, vale a dire la borghesia più ignorante d’Europa ben definita da Pasolini.
   È questo straniamento che caratterizza le maschere popolanti le strade narrative tracciate dal buon Riccarelli, già Premio Strega, dal citato Professore della prima novella esaminata, dal Marco che scrive a Paola fino al bambino che, trasferitosi in un quartiere nuovo, attende di radicarsi ed assimilare inedite abitudini di vita, redigendo una personale mappa di luoghi e sentimenti.
Ognuno è micrometafora del percorso interiore dell’uomo, protagonista suo malgrado del film (amatoriale, imperfetto) di giorni banali ma dignitosi: quelli che, messi in fila stancamente, rivelano tanti pupazzetti buffi (noi) calati in un caos magmatico, tumultuoso, regolato dal caso e, sempre più spesso, da una violenza cieca, che lascia attoniti, proprio come accade nei brevi racconti raccolti in quest’opera. Ed in questo specifico senso, Pensieri crudeli può, ad opinione del recensore, accostarsi alle atmosfere intimistiche di Raymond Carver e dei suoi stralunati antieroi.
   A metà tra il divertito e lo sgomento, nel rilevare l’esistenza di un contraltare al tanto reclamizzato pensiero positivo dei pseudoguru americani o filoamericani: il pensiero negativo, quello che forse ci giunge dall’esperienza, dolorosa quanto ricca, dei grandi romanzi russi, Ugo Riccarelli, attraverso la sua scrittura nitida, efficace, prova a sbrogliare questa matassa – l’imbroglio moraviano? – cogliendo l’attimo per porre quegli interrogativi filosofici che, se non altro, ci differenziano dagli animali: chi siamo? Perché siamo qui? Perché esiste il Male? Perché il dolore? Cos’è l’amore? Cosa ci aspetta dopo la morte?
   È per il fatto che ci poniamo tali quesiti che la vita ci appare tanto grave? Forse, ma è pur vero che senza sforzo, tensione e fatica quotidiana per smussare le nostre grossolane membra eteriche non può esserci evoluzione, idea di una Morale, contemplazione del’Etica, poiché una serie di pensieri puntuti e inattesi, taglienti come stilettate, giungono a perturbare la rassicurante linea del nostro orizzonte, sollevando onde che minacciano di travolgerci o di cambiare per sempre il nostro sfaccettato Ego.
   Pensieri che il nostro definisce crudeli...
Le inquietudini che attraversano questa raccolta sono poi ben compendiate nel racconto di chiusura, che dà anche titolo al libro ed appare più convincente degli altri.
   Da ricordare che Pensieri crudeli è stato presentato da Walter Veltroni, Paolo di Paolo e Mariacarmela Leto in occasione dell’ultima fiera del libro “Più libri più liberi” al Palazzo dei Congressi di Roma.

Ugo Riccarelli, Pensieri crudeli, Giulio Perrone Editore, pagg. 100, Euro 5,00




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Ultimo aggiornamento: Martedì 24 Agosto 2010

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